Gennaio, più d'ogni altro mese, è carico della gloria di beati, santi, grandi Patriarchi, i quali presero «il regno della magnificenza e il diadema della bellezza dalla mano del Signore» (Sapienza, 5, 16). Si tratta delle feste dei santi la cui memoria viene onorata nei giorni di Gennaio. Parecchi di loro presero la denominazione di "Grande" o furono caratterizzati come "Grandi": Basilio il Grande, Antonio il Grande, Atanasio il Grande, Sant'Eutimio e Tímios Pródromos.
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Tra i Grandi del calendario dei santi si distingue Antonio il Grande: «Non infatti dai componimenti, né dalla sapienza esteriore, né grazie ad arte alcuna, ma in virtù solo del timore di Dio Antonio acquisì rinomanza» (Atanasio, Vita di Sant'Antonio, 93).

Dunque a riferire per iscritto della vita di Sant'Antonio fu il Grande Atanasio (373). Su tale biografia, così come sui suoi «Apoftegmi», si basa l'innografia sacra della sua festa (17 Gennaio) e la configurazione della sua icona.

Come ci informa il Grande Atanasio, Antonio il Grande nacque da genitori cristiani nella città di Coma in Egitto intorno al 251 d.C. . Non riuscì ad imparare le lettere, tuttavia imparò a memoria la Sacra Scrittura e se ne intendeva alla perfezione. Era l'uomo di Dio che sapeva discernere la volontà divina e ottemperare ad essa con fede e costanza. Gli fu ben presto interdetto il patrimonio paterno -lo spartiva ai poveri ‑ ed egli rese sua dimora il deserto. Di esso divenne «primo ordinatore», «istitutore e fondatore», «il più bel figlio», «insegnante fedele», secondo i tropari della sua festa.

Nel deserto Antonio il Grande eresse un doppio trofeo: primo, contro i nemici della Chiesa; tali erano gli eretici e i persecutori. Secondo, affrontò faccia a faccia Satana; combatté con lui e infine lo vinse, nonostante le ferite che ne ricevette.

Combatté gli eretici con la sua franchezza. Scese persino ad Alessandria e fu accanto ad Atanasio il Grande e a coloro che erano perseguitati e travagliati. Combatté Satana con la preghiera, il digiuno, la sua fede nel Signore. Diceva ai monaci che si erano riversati nel deserto, seguendo il suo esempio: «Grande arma contro di essi (i demoni) è una vita retta, e la fede in Dio. Essi temono proprio il digiuno, la veglia, le preghiere, la mitezza, la quiete, la frugalità, l'assenza di ambizioni, l'umiltà, la povertà, le elemosine, la calma e, di conseguenza, la devozione a Cristo degli asceti» (Vita, 30).

Il 17 Gennaio del 356, all'età di 105 anni, gli angeli di Dio condussero nell'abbraccio di Abramo «il Messaggero sulla Terra, e uomo di Dio nei cieli abbellimento del mondo e fiore dei beni e delle virtù, il vanto degli Asceti Antonio..». (II Stichiròn della preghiera del Tono II).

Un bel riassunto dell'esistenza e del genere di vita di Sant'Antonio si può riscontrare nel III Káthisma del mattutino, III Tono: «Avendo abbandonato gli sconvolgimenti della vita, avendo presa la sua croce sulle spalle, hai dedicato tutto te stesso al tuo Signore, e tratto fuori, o Padre, dalla tua carne e dal mondo, sei divenuto compagno del Santo Spirito; perciò, ridestando i popoli allo zelo, hai svuotato le città, hai popolato i deserti, Antonio Portatore di Dio. Intercedi presso Cristo Dio perché doni la remissione delle colpe a coloro che con ardore festeggiano la tua santa memoria».

Descrizione dell'Icona. Esemplare, nella tipologia iconografica di Sant'Antonio, è l'immagine che ne dipinse l'Agiográfos Michele Damasceno, uno dei migliori pittori cretesi del XVI secolo: «Il principale segno distintivo» di quest'icona portatile, che si trova nel Museo Bizantino di Atene, «è l'evidente ricerca del naturalismo. Ciò si può verificare nel disegno e nel chiaroscuro delle pieghe nelle vesti, come anche nello sforzo teso all'esatta resa anatomica delle membra scoperte. Alcuni particolari secondari sul soggetto sono estremamente indicativi delle tendenze veristiche del Damasceno nelle sue opere, come il tracciato delle vene nella mano destra del Santo e il modo in cui il rotolo è avvolto» (Andréas Xingópulos).

In effetti abbiamo di fronte a noi una fisionomia di asceta, che «con fiumi di lacrime irrorò l'aridità del deserto; e con i sospiri dal profondo a centinaia i dolori fece fruttificare». Il nostro Santo veste il suo abito monacale con il manto (Mandía) rosso scuro. Il suo capo è coperto da un cappuccio (Kukúlion) grigiazzurro; tra le mani regge un rotolo su cui c'è scritto: «Io vidi tutte le trappole del nemico dispiegate sulla Terra». Questa sentenza è presa dal settimo Apófthegma di Antonio il Grande, che ritroviamo con altri trenta nello "Jerondikón', il libro che contiene, cioè, apoftegmi (detti memorabili e aneddoti) di santi Jérondes asceti. Il testo nella sua interezza recita così: «Io vidi tutte le trappole del nemico dispiegate sulla Terra; e tra i gemiti dissi: chi mai può oltrepassarle? E sentii una voce che mi rispondeva: l'umiltà».

Su altre icone di Sant'Antonio leggiamo nel rotolo invece questo suo apoftegma (XXXII): «Io non ho più paura di Dio, ma lo amo; l'amore infatti scaccia lontano la paura».

L'iconografo bizantino presenta Antonio il Grande nell'icona come lo delinea Atanasio nella relativa biografia. Scrive il grande Patriarca d'Alessandria: «Era anche d'indole paziente, ed umile d'animo... E certo anche il suo volto aveva tanta straordinaria grazia... Non in altezza né in grossezza si distingueva dagli altri, ma nella conduzione dei costumi e nella purezza d'animo. Essendo infatti la sua anima scevra di turbamenti, rivelava imperturbabili i suoi sentimenti anche all'esterno... In effetti non si agitava mai, poiché la sua anima era quieta; non diventava mai triste, poiché il suo intelletto era gioioso»(Vita, 67).

Il nostro pittore è riuscito a riprodurre questi carismi spirituali di Antonio il Grande sul suo volto. Ha rappresentato, per prima cosa, il suo aspetto ascetico; ha dipinto i suoi zigomi enfiati, ne ha tracciato le rughe, ne ha compresso le labbra, ha affossato i suoi occhi nelle orbite, ma ha lasciato che il suo sguardo penetrante si fissasse sul contemplatore adorante (Nelle icone dei santi la bocca è disegnata piccola per mostrare l'austera continenza e spiritualità di essi). Questo volto, comunque, scavato dalle veglie, dal digiuno e dalla preghiera, riflette il mondo spirituale di Sant'Antonio. La sua espressione è tranquilla e mite, perché il suo animo è immune dalle passioni. Eppure nel contempo il suo aspetto, nonostante il rigore ascetico, non respinge. I suoi occhi sono immersi nelle orbite per irradiare meglio «i balenii raggianti dello Spirito», che come «specchio immacolato» egli aveva accolto nella sua anima (III Apóstichon dell'Esperinòs, I Tono).

Chiudiamo la descrizione dell'icona di Sant'Antonio con il seguente "apoftegma" (XXVII) tratto dal Jerondikón:

«Tre dei Padri avevano abitudine ogni anno di recarsi dal beato Antonio; due di essi lo interrogavano sulle sue riflessioni e sulla salvezza dell'anima; il terzo però taceva sempre, non chiedendogli nulla; dopo molto tempo gli dice l'Abba Antonio: ecco, è da tanto che sei giunto qui, e non mi chiedi nulla; e questi gli risponde: mi basta osservarti soltanto, padre».

Ci è sufficiente, caro lettore, guardare l'icona di Antonio il Grande. E questo perché è lo specchio della sua santa anima e testimonianza vivente della sua vita pia.

 

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Tratto da CH. G. Gòtzis, O Mistikòs kósmos tôn Vizandinôn ikónon (Il mondo mistico delle iconi bizantine), Diaconia Apostolica, Atene, 1995².

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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
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Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet. Read More...
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’. Read More...
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
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Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
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ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8429
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12626
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30652
Pagina in allestimento Seleziona la lettera dal menù qui accanto ==> .
Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12340
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...