teofaniaIn ossequio al principio generale che vale nell'Agiografía bizantina, il Battesimo del Signore è rappresentato nella relativa icona, così come ce lo descrivono gli Evangeli e lo festeggia la nostra santa Chiesa con l'Akoluthía della Teofania. L'iconografo bizantino, cioè, si fonda sulla testimonianza degli Evangeli e sull'insegnamento della Chiesa.
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1. La testimonianza degli Evangeli. La narrazione evangelica ci informa che, quando Giovanni il Precursore (o Pródromos) annunciava e battezzava sul Giordano, «Gesù dalla Galilea venne a Giovanni sul Giordano, per farsi battezzare da lui. Ma Giovanni voleva impedirglielo, dicendo: sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me? Rispondendogli, Gesù gli disse: lascia, per ora;

così infatti per noi è doveroso adempiere ogni giustizia. Allora quegli acconsentì; e una volta immersosi, Gesù risalì subito dall'acqua; ed ecco, i cieli si aprirono a Lui, e vide lo Spirito di Dio discendere in forma di colomba e venire su di Lui; ed ecco, una voce dai cieli che diceva: Questi è il Mio Figlio diletto, nel Quale mi sono compiaciuto» (Dall'Evangelo della festa, Matteo, 3, 13‑17).

Come osserviamo nel testo su citato, il Signore venne dalla Galilea al fine di essere battezzato, nonostante fosse senza peccato. Giovanni, illuminato dallo Spirito Santo, lo riconobbe. Dapprincipio si rifiutò di battezzarlo. Il pensiero di dover essere lui, il servo, l'argilla, a battezzare il Signore, il Creatore, lo terrorizzava. Come recita un tropario dall'Akoluthía delle Grandi Ore della festa, «Tutto un tremore divenne il Precursore ed eruppe dicendo: Come illuminerà una lucerna la Luce? Come imporrà un servo la mano sul Padrone?...» (Doxastikòn Idiómelon dell'Ora Prima). Alla fine, tuttavia, il Battista cedette, dietro l'invito del Figlio di Dio a riporre ogni indugio, in quanto solo così umiliandosi Egli avrebbe potuto adempiere ad ogni comando del Padre, e battezzò il Signore in accordo al volere di Dio.

Nelle affermazioni del racconto evangelico si concentra la nostra Chiesa, dal momento che vi aggiunge quanto è indispensabile perché si possa comprendere l'importanza dell'evento.

2. L'Insegnamento della Chiesa. La nostra Chiesa festeggia il Battesimo del Signore, poiché nel corso di esso avvenne, per la prima volta, la manifestazione della Santa Trinità, della quale parla l'Apolitíkion della festa della Teofania: «Mentre Tu, Signore, venivi battezzato nel Giordano, si rivelò il saluto della Trinità; la voce del Padre, infatti, fece testimonianza di Te, chiamandoTi Figlio diletto. E lo Spirito, sotto l'aspetto di colomba, confermò la verità della parola. Cristo Dio che Ti sei mostrato e che hai illuminato il mondo, gloria a Te».

Il secondo motivo per il festeggiamento del Battesimo del Signore è la relazione tra questo evento e il divino Mistero del Battesimo. Il Signore, con il suo farsi battezzare, ha benedetto l'acqua, l'ha resa acqua di consacrazione e di riconciliazione con Dio. Così il Battesimo del Signore ha dischiuso la porta del Mistero del Battesimo. Questo Mistero è prefigurato nell'Antico Testamento, oltretutto, con l'attraversamento del Mar Rosso e del Giordano da parte del popolo di Israele. In quelle circostanze le acque si separarono miracolosamente e lasciarono libero passaggio al popolo. Alla divisione del Mar Rosso e al disseccamento del Giordano si riferisce il versetto del Salmo: «Il mare vide e si ritrasse, il Giordano si volse all'indietro» (Salmo 114(113), 3). Questo versetto, tale e quale e variato, si ascolta molte volte nella sacra Akoluthía della Teofania. Questo avviene perché, come abbiamo detto, l'attraversamento del Mar Rosso e del Giordano prefigura e preconizza il Mistero del Battesimo. Nel fonte battesimale (kolimvíthra) ci caliamo da servi di Satana e ne usciamo affrancati dai suoi ceppi, come gli Ebrei si erano liberati degli Egizi.

Dopo quello che si è detto riguardo al significato della festa del Battesimo, vediamo dunque come l'icona del Battesimo ci presenta la testimonianza della Sacra Scrittura e la dottrina della Chiesa.

3. Descrizione dell'icone. Nella parte superiore dell'icona compare un semicerchio, che simboleggia lo schiudersi dei cieli. Da quest'ultimo emanano raggi e discende lo Spirito Santo sul capo di Cristo «sotto forma di colomba». I cieli sono la sede di Dio Padre, il Quale, in alcune icone del Battesimo (come ad esempio in quella del Monastero di Dafnì in Attica e nel Monastero del Beato Luca in Focide) è indicato con una mano che benedice. L'Epifania, la manifestazione della Santa Trinità è il più importante elemento, dal punto di vista del significato, dell'icona del Battesimo.

Di seguito il nostro iconografo ci riporta sulle correnti del Giordano, che il Signore rese sacre con la sua Immersione. «Alte rocce che si affrontano e disegnano una gola, nel mezzo della quale scorre il fiume Giordano col suo corso impetuoso. Nel mezzo del fiume sta all'inpiedi Cristo, nudo, con solo una stoffa bianca intorno alla vita. Con la mano destra benedice le acque, in molte icone peraltro anche con entrambe. In altre icone Egli guarda frontalmente, in altre è raffigurato di fianco, con i Suoi immacolati piedi separati, come se stesse camminando. Il Suo santo volto è severo e vigile, per il grande Mistero che sta avendo luogo. II Suo corpo è come incavato nel legno, con diverse linee vivacemente, ma non materialisticamente disegnate, sul petto, sulle spalle, sul ventre», (F. Kòndoglu). Il Signore in molte icone del Battesimo è mostrato come nell'atto di camminare, perché, come osserva l'Uspenskij, fu Lui a prendere l'iniziativa di immergersi: di Sua spontanea volontà venne al Giordano e chiese di farsi battezzare da Giovanni.

Nelle acque del Giordano vediamo i pesci che nuotano e una donna semisvestita su di un drago; La donna simboleggia il Mar Rosso (Altrove abbiamo anche la figura maschile come corrispondente simbolo del Giordano). Di draghi parlano versi di Salmi, come anche di inni e di preghiere dell'Akoluthìa della Benedizione delle Acque: «...Tu schiacciasti le teste dei draghi sull'acqua (= degli Egizi nel Mar Rosso)» (Salmo 74(73), 13): «Tu... hai anche schiacciato teste di draghi che lì s'annidavano» (Preghiera del Mégas Aghiasmós); «E sfracella teste di draghi che s'annidano» (Tropario, Ode III).

La maggior parte delle icone del Battesimo rappresentano Cristo interamente nudo. Così lo menzionano anche i tropari della festa. La nudità vuole sottolineare quanto il Signore abbia sminuito la sua gloria e la sua divinità per amor nostro. Egli si è spogliato per rivestire gli uomini dell'abito della gloria eterna. Altri hanno visto nella Sua nudità la nudità di Adamo. Il Signore rende così all'umanità il suo glorioso abito paradisiaco (P. Evdokimov).

Su una riva del Giordano si trova il Pródromos: guarda estatico lo Spirito Santo. Ha una mano sul capo del Signore; l'altra sta in cenno di preghiera. Esprime così il suo timore per il degnarsi da parte di Dio di farsi battezzare da lui.

Sulla riva dirimpetto si sporgono le figure di quattro angeli. Anch'essi prendono parte allo straordinario mistero, conformemente al tropario della festa: «Come in cielo, così sul Giordano stavano con timore e meraviglia le Potenze Angeliche, che assistevano a tanta condiscendenza di Dio» (Canone, ode VII). Sono abbagliate da questa condiscendenza, e tre di esse si inchinano con devozione al Signore, mentre la quarta, in preghiera, contempla il cielo. Con riverenza si preparano ad accogliere il corpo del Signore, porgendogli i teli che hanno nelle mani. Bene è stato osservato che questi simbolizzano e raffigurano il dettato dell'apostolo Paolo: «Quanti infatti in Cristo siete stati battezzati, di Cristo siete stati rivestiti»(Galati, 3, 27).

Nella parte sinistra si colloca di solito, immersa nelle acque, la personificazione del Giordano e, a fianco del Precursore, la scure, che richiama alla memoria le parole del Battista ai Farisei: «Già la scure giace alla radice degli alberi; così ogni albero che non fa buon frutto viene abbattuto e gettato nel fuoco» (Matteo, 3, 10).

 

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Tratto da CH. G. Gòtzis, O Mistikòs kósmos tôn Vizandinôn ikónon (Il mondo mistico delle iconi bizantine), Diaconia Apostolica, Atene, 1995².

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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
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Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno. Read More...
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua. Read More...
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet. Read More...
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’. Read More...
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
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ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8428
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12626
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30649
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12337
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...