andreaCretaSant’Andrea di Creta nacque a Damasco verso la metà del VII secolo, da una famiglia cristiana. Per quanto riguarda la sua infanzia, la tradizione dice che egli era muto dalla nascita, fino al momento in cui, all’età di sette anni, partecipò alla Divina Liturgia e ricevette il prezioso Corpo e Sangue di Cristo e subito la sua lingua si sciolse ed incominciò a parlare lodando e benedicendo Dio. Fino all’età di quattordici anni studiò a Damasco e poi andò a Gerusalemme; ma ben presto sentì il desiderio di ritirarsi a vita solitaria e così entrò nel Monastero di San Saba.

Il Patriarca Sofronio il Grande, informato della sua erudizione e dell’austerità di vita che conduceva, ben presto lo chiamò a Gerusalemme, facendolo protonotaio e successivamente Arcidiacono. Ricevuta questa carica ecclesiastica, Sant’Andrea che godeva della stima dei fedeli e del Patriarca, fu delegato dallo stesso a partecipare al VI Concilio Ecumenico di Costantinopoli (680), come suo rappresentante. A Costantinopoli, così come aveva già fatto in passato un altro glorioso giovane diacono a Nicea nel 325, Sant’Atanasio il Grande contro gli Ariani, Sant’Andrea combatté contro i Monoteliti, con tutte le sue forze. Più tardi, essendo divenuto Vescovo di Creta, partecipò al Concilio in Trullo, tenutosi a Costantinopoli nel 692. Dopo il Concilio rientrò a Creta per un breve periodo; ma durante un secondo viaggio a Costantinopoli, morì durante il viaggio, nei pressi di Mitylène.

Le opere di Sant’Andrea di Creta pervenuteci sono:

1) Diciassette Orazioni sui diversi giorni della festa;

2) Nove Canoni:

a) Sulla Concezione di Sant’Anna;

b) Sulla Natività della Theotokos;

c) Il Grande Canone Penitenziale;

d) Sulla Risurrezione di Lazzaro;

e) Quattro Canoni sui primi tre giorni della Settimana Santa;

f) Ibidem

g) Ibidem

h) Ibidem

i) Sul 25 giorno tra Pasqua e Pentecoste.

Non si può determinare l’ordine cronologico di tali opere. Si può dire solamente che il Grande Canone, di cui stiamo parlando, fu portato da Sant’Andrea a Costantinopoli come la vita di Santa Maria Egiziaca, scritta dal Patriarca Sofronio nel periodo del VI Concilio Ecumenico e questo Canone, assieme alla vita di Santa Maria Egiziaca, furono introdotti nel rituale della Chiesa in codesto periodo; e probabilmente questo che ha indotto Sant’Andrea a comporre i versi in onore di Santa Maria Egiziaca inseriti nel Grande Canone; invece i versi in onore di Sant’Andrea che si trovano nel Canone, sono più recenti.

E’ superfluo parlare della bellezza o dei meriti di questo Canone. La scienza delle cose divine che possiede l’autore, l’energica e toccante semplicità dei suoi pensieri e soprattutto l’arte con la quale egli applica a questi versi i tesori della Sacra Scrittura, suscita nel cuore dei fedeli una particolare compunzione del cuore.

Il Canone si recita in due momenti durante la Grande Quaresima: dopo la prima settimana, il lunedi, martedi, mercoledi e giovedi al vespro, suddiviso in quattro stazioni; mentre il giovedi della quinta settimana di quaresima, come si fa da noi, si recita per intero nel mattutino, unendo un piccolo canone, il triodion e la vita di Santa Maria Egiziaca. Secondo alcuni questo piccolo canone è di altra mano, in quanto si differenzia dallo stile di Sant’Andrea e probabilmente composto da Giuseppe l’Innografo. In merito all’autore del piccolo canone dobbiamo precisare che la Chiesa greca possiede due compositori dal nome Giuseppe ed ambedue chiamati Innografi: l’uno, prete e tesoriere della Chiesa patriarcale di Costantinopoli, l’altro, Vescovo di Salonicco e fratello del celebre Teodoro Studita, egumeno del monastero di Studion, entrambi vissuti all’VIII secolo; Ora si crede che il piccolo canone che abbiamo già menzionato, possa essere attribuito al secondo Giuseppe, ovvero al Vescovo di Salonicco.

francescogodino@infinito.it


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