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18 Marzo 2010
Il Patriarca Sofronio il Grande, informato della sua erudizione e dell’austerità di vita che conduceva, ben presto lo chiamò a Gerusalemme, facendolo protonotaio e successivamente Arcidiacono. Ricevuta questa carica ecclesiastica, Sant’Andrea che godeva della stima dei fedeli e del Patriarca, fu delegato dallo stesso a partecipare al VI Concilio Ecumenico di Costantinopoli (680), come suo rappresentante. A Costantinopoli, così come aveva già fatto in passato un altro glorioso giovane diacono a Nicea nel 325, Sant’Atanasio il Grande contro gli Ariani, Sant’Andrea combatté contro i Monoteliti, con tutte le sue forze. Più tardi, essendo divenuto Vescovo di Creta, partecipò al Concilio in Trullo, tenutosi a Costantinopoli nel 692. Dopo il Concilio rientrò a Creta per un breve periodo; ma durante un secondo viaggio a Costantinopoli, morì durante il viaggio, nei pressi di Mitylène.
Le opere di Sant’Andrea di Creta pervenuteci sono:
1) Diciassette Orazioni sui diversi giorni della festa;
2) Nove Canoni:
a) Sulla Concezione di Sant’Anna;
b) Sulla Natività della Theotokos;
c) Il Grande Canone Penitenziale;
d) Sulla Risurrezione di Lazzaro;
e) Quattro Canoni sui primi tre giorni della Settimana Santa;
f) Ibidem
g) Ibidem
h) Ibidem
i) Sul 25 giorno tra Pasqua e Pentecoste.
Non si può determinare l’ordine cronologico di tali opere. Si può dire solamente che il Grande Canone, di cui stiamo parlando, fu portato da Sant’Andrea a Costantinopoli come la vita di Santa Maria Egiziaca, scritta dal Patriarca Sofronio nel periodo del VI Concilio Ecumenico e questo Canone, assieme alla vita di Santa Maria Egiziaca, furono introdotti nel rituale della Chiesa in codesto periodo; e probabilmente questo che ha indotto Sant’Andrea a comporre i versi in onore di Santa Maria Egiziaca inseriti nel Grande Canone; invece i versi in onore di Sant’Andrea che si trovano nel Canone, sono più recenti.
E’ superfluo parlare della bellezza o dei meriti di questo Canone. La scienza delle cose divine che possiede l’autore, l’energica e toccante semplicità dei suoi pensieri e soprattutto l’arte con la quale egli applica a questi versi i tesori della Sacra Scrittura, suscita nel cuore dei fedeli una particolare compunzione del cuore.
Il Canone si recita in due momenti durante la Grande Quaresima: dopo la prima settimana, il lunedi, martedi, mercoledi e giovedi al vespro, suddiviso in quattro stazioni; mentre il giovedi della quinta settimana di quaresima, come si fa da noi, si recita per intero nel mattutino, unendo un piccolo canone, il triodion e la vita di Santa Maria Egiziaca. Secondo alcuni questo piccolo canone è di altra mano, in quanto si differenzia dallo stile di Sant’Andrea e probabilmente composto da Giuseppe l’Innografo. In merito all’autore del piccolo canone dobbiamo precisare che la Chiesa greca possiede due compositori dal nome Giuseppe ed ambedue chiamati Innografi: l’uno, prete e tesoriere della Chiesa patriarcale di Costantinopoli, l’altro, Vescovo di Salonicco e fratello del celebre Teodoro Studita, egumeno del monastero di Studion, entrambi vissuti all’VIII secolo; Ora si crede che il piccolo canone che abbiamo già menzionato, possa essere attribuito al secondo Giuseppe, ovvero al Vescovo di Salonicco.
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