Nonno Francesco di Acquaformosa ha compiuto, lo scorso 1 giugno, cento anni di vita. La sua storia, però, è legata ad una vicenda singolare. Infatti, il nonnino del paese arbëresh è nato ad aprile del 1910 ma è stato registrato all'anagrafe ben due mesi dopo visto che il padre, a quel tempo, si trovava in America.
Qui, infatti, il genitore era emigrato per lavoro e la consorte, come da tradizione, per dare un nome al pargolo ha dovuto consultare il marito. I mezzi non erano quelli di oggi e la donna si è affidata ad una lettera che ha attraversato l'Atlantico in un mese per giungere nelle mani del neo papà. Questi ha risposto e dopo circa un altro mese la preziosa missiva contenente il nome del neo nato è finalmente giunta nelle contrade del piccolo borgo sulle pendici del Pollino.
E mentre a casa i familiari avevano cominciato a chiamare il piccolo con il nome di Francesco, santo patrono di Acquaformosa, il papà aveva scelto il nome di Ferdinando. Così il piccolo promesso ai 100 anni (e due mesi) venne registrato all'anagrafe. Intanto gli anni passarono ed in paese il bimbo è cresciuto con il nome di Francesco, senza sapere mai di chiamarsi Ferdinando, cosa scoperta per caso durante la visita di leva.
Una storia d'altri tempi, dunque, che per nonno Francesco oggi rappresenta una vera pietra miliare al cospetto dei suoi 100 anni, festeggiati con tre generazioni al seguito.
Una vita piena di avventure, che lo ha visto impegnato anche nella seconda guerra mondiale in Albania, dove è rimasto per due anni. Al suo ritorno in Italia, però, finì all’ospedale di Bari poiché aveva contratto la malaria. Ma la sua (dis)avventura non finì così. Infatti i familiari lo diedero per morto, mentre nonno Francesco dovette fare rientro a piedi nel piccolo borgo di Acquaformosa.
E fu così che da allora nonno Francesco si diede alla campagna e alla vita di paese con semplicità, gioia e tanta volontà da dedicare a sé e agli altri per minimo 100 anni.
La cittadina di Acquaformosa ha così voluto festeggiare questo eroe, con il primo cittadino Giovanni Manoccio e l'intera comunità strettasi attorno al nonnino, che con emozione ha indossato anche la fascia di sindaco.

Riprodotto dal sito www.dirittodicronaca.it

 


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