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08 Gennaio 2009
Sarà lo spettacolare e “sui generis” anfiteatro naturale “Nga Sheshi” ,
teatro del capolavoro cinematografico “Il vangelo secondo Matteo” di
Pierpaolo Pasolini, ad ospitare la sesta edizione del “Presepe
Vivente”. Condizioni meteo non proibitive permettendo, avendo gli
organizzatori già rinviato causa neve e freddo la kermesse natalizia.
Cambiata la gestione dell’evento , da “Shkendjat” di Michele Cefola alle associazioni “Intercultura” di Giovina Paternoster e Doretta Titaro con “Sisma” presieduta da Anna Botte , insieme con Angela Caselle, Antonella Rella, Maurizio Caccavo, Antonio Sigillito, Antonio Soda e vari altri giovani volenterosi.
E’ tutto pronto, le grotte , anche quelle abbandonate sono state ripulite ed addobbate per l’occasione , faranno da scenografia incomparabile alla ricostruzione dell’Evento cristiano di duemila anni fa.
Gli antichi mestieri (fabbri, ciabattini, cardatrici di lana, lavandaie, fornaie,
cestai, falegnami ) rivivranno per un’intero pomeriggio (dalle ore 16 alle 20) per far riscoprire alle nuove generazioni l’atmosfera dell’artigianato d’un tempo ed agli anziani far rivivere il gusto semplice ed arduo dei buoni sapori “semplici” del secolo scorso. Quasi un centinaio i personaggi, in caratteristici costumi d’epoca elaborati , con tocco sartoriale, dalle donne associate e da Nuccia Libutti .
I visitatori, tantissimi pure nelle passate edizioni lungo il viale delle cantine ( stage delle fortunate manifestazioni di “Cantinando” e della rappresentazione teatrale dell’attore Michele Placido ) avranno la possibilità di gustare le fragranti “pettole” (cilindretti fritti in olio extra-vergine d’oliva di farina di grano ) assieme ad un sorso di Aglianico DOC che riposa , annata favolosa questa vendemmia, nelle cantine del remoto quartiere tufaceo , prima residenza dei profughi skipetari nel secolo XVI.
Appuntamento, dunque, a domenica 4 gennaio a Barile per assistere ad una manifestazione carica di simbologìa antropologica e suggestioni ancestrali “arbereshe”.
E’ tutto pronto, le grotte , anche quelle abbandonate sono state ripulite ed addobbate per l’occasione , faranno da scenografia incomparabile alla ricostruzione dell’Evento cristiano di duemila anni fa.
Gli antichi mestieri (fabbri, ciabattini, cardatrici di lana, lavandaie, fornaie,
cestai, falegnami ) rivivranno per un’intero pomeriggio (dalle ore 16 alle 20) per far riscoprire alle nuove generazioni l’atmosfera dell’artigianato d’un tempo ed agli anziani far rivivere il gusto semplice ed arduo dei buoni sapori “semplici” del secolo scorso. Quasi un centinaio i personaggi, in caratteristici costumi d’epoca elaborati , con tocco sartoriale, dalle donne associate e da Nuccia Libutti .
I visitatori, tantissimi pure nelle passate edizioni lungo il viale delle cantine ( stage delle fortunate manifestazioni di “Cantinando” e della rappresentazione teatrale dell’attore Michele Placido ) avranno la possibilità di gustare le fragranti “pettole” (cilindretti fritti in olio extra-vergine d’oliva di farina di grano ) assieme ad un sorso di Aglianico DOC che riposa , annata favolosa questa vendemmia, nelle cantine del remoto quartiere tufaceo , prima residenza dei profughi skipetari nel secolo XVI.
Appuntamento, dunque, a domenica 4 gennaio a Barile per assistere ad una manifestazione carica di simbologìa antropologica e suggestioni ancestrali “arbereshe”.
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