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10 Aprile 2007
Il terzo incontro di "Java e madhe" promosso dall'associazione culturale "Basilicata Arbereshe" ha avuto come tema "L'immigrazione nel territorio".
Il presidente della Commissione Immigrazione della Regione, Pietro Simonetti, presente anche in altre occasioni, ha dovuto inviare un caloroso messaggio di "buon lavoro" a causa di un improrogabile impegno .
Hanno partecipato alla tavola rotonda sulla cittadinanza attiva in un quadro di solidarismo e di civile convivenza, nel rispetto della dignità e dei diritti-doveri di ogni cittadino del mondo globalizzato d'oggi, lo storico Dimitrios Arvanitis di Korone (Grecia), Grazia Cormìo dirigente di "Tolbà" da Matera, Maria Grazia
Caprarella assistente sociale della Caritas (centro Shalom) di Melfi a nome del neo-direttore Giuseppe Grieco, Luca D'Errico dirigente UNLA, Aldo Spadola presidente Acli del Vulture, Donato M. Mazzeo (giornalista e membro esecutivo "Commissione Immigrazione" alla Regione Basilicata).
Al dibattito di grande attualità , alla luce della significativa presenza di persone immigrate nei centri grandi e piccoli delle due province e nelle aree interne (in gran parte albanesi, rumeni e bulgari (recentemente inclusi nell'Unione Europea), ucraini, russi, algerini, eritrei, filippini e tanti altri, sono intervenuti diversi immigrati: Aristotele, Damian, Platon dell'Albania , Juan Miguel Volonnino italo-argentino che dopo 55 anni è rientrato a Barile, Lorenzo Di Lucchio past-presidente della "Pro Loco" barilese , diversi giovani soci del sodalizio "Sisma" che ha ospitato nella propria sede, in corso Vittorio Emanuele, il meeting di alto profilo civile .
Fra cui : Antonio Solazzo, Davide Di Noia, Leonia Botte, Piermauro Rella, Rachele Di Bari, Antonio Sepe, Anna Sciaraffa. Ha fatto da sfondo un'opera d'arte policroma ("Dolore nella lontananza dalla terra natale") di Gioia, badante da alcuni mesi in una famiglia di Barile ed originaria della Bulgaria.
L'incontro si è concluso in serata , ne seguiranno altri, con l'obiettivo di sviluppare una rete di rapporti per incoraggiare una virtuosa integrazione immigrati-residenti, diversamente dalla stereotipata omologazione che non tiene in conto le risorse umane, le differenze di costume, opinione, fedi, modi di vivere nella società contemporanea.
Al termine i giovani di "Sisma" ( tramite Rachele Di Bari) e l'associazione culturale
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