il_tipico_ballo_ad_uSuccesso pieno di colori, tradizione e pubblico per le "Vallje" 2007 di Frascineto. Come ogni anno nel giorno di martedì dopo Pasqua, per le vie del piccolo centro arbëresh ai piedi del Pollino è rivissuta una delle consuetudini più antiche della storia degli italo-albanesi, che rimanda ai tempi in cui per la prima volta misero piede in Italia. Le "Vallje" rappresentano una festa originale e caratteristica degli arbëreshë: nel martedì dopo Pasqua, giorno che ricorda la vittoria dell'eroe nazionale Skanderbeg sui turchi oppressori, gli arbëreshë si vestono con gli abiti tradizionali (le donne indossano il bellissimo costume Llambadhor) e scendono in strada per intonare alcuni canti antichi (vjershë) rievocanti proprio le gesta epiche di Skanderbeg.

In un certo senso le "Vallje" ci rinfrescano la memoria storica rifacendosi al "Moti i madh" (La grande epoca) della resistenza agli invasori e successivamente alle emigrazioni e alla trasmissione della cultura orale albanese nella terra ospitale italiana. Per quel che riguarda tecnicamente i balli, si tratta di cori a più voci i cui testi sono veri e propri elementi contraddistintivi della cultura orale albanese. I componenti del gruppo formano una sorta di catena ad "U" tenendosi per mano o attraverso fazzoletti; generalmente in testa al semicerchio stanno gli uomini (altresì rinominati "caporali") e, a turno con le donne, avviano le varie strofe cantate camminando per le strade paesane e dirigendo il gruppo. Tradizione vuole che la "Vallja", oltre a camminare e a fermarsi per cantare, a volte, a mo' di attacco al nemico, si stringa in cerchio attorno a qualcuno del pubblico. In questo caso, chi rimane "vittima" dell'inatteso "agguato" viene condotto nel bar più vicino e offre da bere ai componenti in segno di resa per ottenere di nuovo la "libertà".

una_valljaA Frascineto, martedì 10 aprile, con la collaborazione del clima davvero primaverile, l'hanno fatta da padrona i colori sgargianti, i bellissimi ricami dei costumi antichi indossati dalle stupende ragazze del luogo, la giocosità con la quale questa tradizione viene riproposta e le emozioni che testi antichissimi e parole suggestive fanno riecheggiare al vento mentre i gruppi si incrociano. Tra questi, da segnalare anche la partecipazione del gruppo di Mongrassano e degli sbandieratori di Bisignano. Uno dei momenti topici del pomeriggio, seguito in prima linea, tra gli altri, dal sindaco Domenico Braile, dall'assessore comunale alla cultura Antonio Panaiotis Ferrari e dall'assessore provinciale al turismo Rosetta Console, è stato quello della rappresentazione della battaglia di Skanderbeg contro i turchi, con tanto di uomini a cavallo, guardie e prigionieri vestiti con abiti antichi che hanno recitato a cielo aperto sotto l'occhio curioso del foltissimo pubblico presente.

Johnny Fusca

 

Servizio pubblicato su La Provincia Cosentina del giorno 11 aprile ‘07


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