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23 Aprile 2007
In un certo senso le "Vallje" ci rinfrescano la memoria storica rifacendosi al "Moti i madh" (La grande epoca) della resistenza agli invasori e successivamente alle emigrazioni e alla trasmissione della cultura orale albanese nella terra ospitale italiana. Per quel che riguarda tecnicamente i balli, si tratta di cori a più voci i cui testi sono veri e propri elementi contraddistintivi della cultura orale albanese. I componenti del gruppo formano una sorta di catena ad "U" tenendosi per mano o attraverso fazzoletti; generalmente in testa al semicerchio stanno gli uomini (altresì rinominati "caporali") e, a turno con le donne, avviano le varie strofe cantate camminando per le strade paesane e dirigendo il gruppo. Tradizione vuole che la "Vallja", oltre a camminare e a fermarsi per cantare, a volte, a mo' di attacco al nemico, si stringa in cerchio attorno a qualcuno del pubblico. In questo caso, chi rimane "vittima" dell'inatteso "agguato" viene condotto nel bar più vicino e offre da bere ai componenti in segno di resa per ottenere di nuovo la "libertà".
A Frascineto, martedì 10 aprile, con la collaborazione del
clima davvero primaverile, l'hanno fatta da padrona i colori sgargianti, i
bellissimi ricami dei costumi antichi indossati dalle stupende ragazze del
luogo, la giocosità con la quale questa tradizione viene riproposta e le
emozioni che testi antichissimi e parole suggestive fanno riecheggiare al vento
mentre i gruppi si incrociano. Tra questi, da segnalare anche la partecipazione
del gruppo di Mongrassano e degli sbandieratori di Bisignano. Uno dei momenti
topici del pomeriggio, seguito in prima linea, tra gli altri, dal sindaco
Domenico Braile, dall'assessore comunale alla cultura Antonio Panaiotis Ferrari
e dall'assessore provinciale al turismo Rosetta Console, è stato quello della
rappresentazione della battaglia di Skanderbeg contro i turchi, con tanto di
uomini a cavallo, guardie e prigionieri vestiti con abiti antichi che hanno
recitato a cielo aperto sotto l'occhio curioso del foltissimo pubblico
presente.
Johnny Fusca
Servizio pubblicato su La Provincia Cosentina del giorno 11 aprile ‘07
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