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17 Marzo 2010
Nell'adorata chiesa parrocchiale di Sant'Elia Profeta , affrescata da pittori apuli e napoletani del 700 (nella . foto di Juan M.Volonnino) si sono svolti, ieri pomeriggio, i solenni funerali in memoria di Donato Barbano.
Era, dopo la scomparsa di altri anziani operatori dell'informazione, il decano dei giornalisti del Vulture e della Basilicata intera.
Alla veneranda età di 87 anni , Donato – a cui ci legava una reciproca stima ed amicizia, anche in qualità di presidente onorario dell'associazione culturale "Basilicata Arbereshe" - ci lascia con la sua eredità di pioniere dell'informazione , dai tempi dei "Fuori Sacco" del "Roma" al radiofonico "Corriere della Basilicata" diretto da Mario Trufelli e con Nanni Tamma la voce del "Lucaniere" .
Sino a pochi mesi fa , quando gli facemmo la consueta visita nella sua abitazione di via Paolo Emilio Savino , andava spesso a Roma, per assolvere all'importante e gravoso , per lui reduce da un serio incidente stradale, impegno negli uffici della Federazione Europea dei Giornalisti di cui è stato a lungo presidente nazionale.
Ha collaborato sempre attivamente affinchè la zona dell'Alto Bradano uscisse decisamente dall'isolamento stradale, informativo e culturale (sua l'idea di dare vita a "Strapalazzo" periodico che usciva a Palazzo San Gervasio).
Donato Barbano, per via del suo schietto attaccamento alla cultura e lingua Arbereshe, non perdeva occasione -in trasmissioni e reportages nazionali- di evidenziare il tesoro della "cultura immateriale" rappresentato dalle tradizioni popolari e dalla paremiologìa arbereshe. Per telefono, mi lasciava sempre con l'arguzia antica e con affetto salutandomi con il suo immancabile sorriso . sotto i baffetti , "Me shendet" .
Ogni volta, di passaggio o per la partecipazione ai convegni promossi dal Comune, dallo "Sportello Arberesh" e dalla pro-loco "Fratel Adduca" , tappa d'obbligo al veterano dei giornalisti per due chiacchiere ed un caffè al bar. In tale ottica di promozione della sua comunità, il Cavalier Barbano, l'aveva inserita nel volume di Carlo Rutigliano "Itinerari turistici potentini" , mentre incitava giovani ed adulti a preservare il patrimonio culturale dell'antica "Terra di Giorgiano"(il remoto toponimo del paese).
Ho sentito il dovere di porgere questo grato e deferente "omaggio" al nostro decano , oggi che ci lascia in una società sempre più complessa e colma di problemi e disvalori d'ogni genere. " Te bakofshe Shen Lja miku jme".
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