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28 Ottobre 2010
Il suo culto è molto diffuso in Oriente. Nell'epoca bizantina esistevano a Costantinopoli ben nove chiese e un monastero a lui dedicati. Venivano coniate monete con la sua effigie e alla processione vi partecipava anche l'imperatore con tutta la sua corte.
La basilica più maestosa si trova a Salonicco in Grecia. In Italia due comuni portano il suo nome (San Demetrio Corone e San Demetrio dei Vestini in provincia dell'Aquila) e diverse chiese: piana degli Albanesi (Palermo), Mossorrofa di Reggio Calabria, Napoli, Pozzuoli, Sassoferrato (Ancona) Morigerati (Salerno), San Lorenzo in Campo (Pesaro) e Tropea.
L'iconografia ce lo descrive per lo più come guerriero (con armatura, spada e lancia) a cavallo. Il primo giorno di ottobre, all'alba, alcuni colpi scuri annunciano l'inizio del mese dedicato al Santo protettore. La festa è preceduta dalle novene.
La sera della vigilia due persone portano sulle spalle, visitando negozi e case del paese, Kalin e Shën Mitrit (il cavallo di San Demetrio) costruito con stecche di canne e foderato con carta velina colorata.
La processione, nel giorno della festa – dopo la celebrazione della Santa liturgia da parte del parroco Andrea Quartarolo e del suo vice Marcel Janku – attraverserà le principali strade cittadine dove vengono allestiti banchetti con dolciumi e bibite e i balconi addobbati con preziose coperte. Il corteo è preceduto dallo stendardo (santallti) che sarà messo all'asta davanti al Municipio e agli aggiudicatari andranno le offerte in denaro e gli animali domestici donati allo stendardo durante le processioni di un anno.
Infine, lunedì primo novembre, ottava della festa con giochi tradizionali in piazza.
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