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Pasqua arbëreshe 2008 a Mezzojuso
Il programma
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La presenza degli Albanesi in Sicilia risale alla fine del secolo XV, cioè all'invasione turca della penisola Balcanica, che provocò la prima grande diaspora albanese nel mondo.

Da oltre cinquecento anni Mezzojuso conserva con grande cura, interesse e attenzione le tradizioni e il rito Greco- Bizantino.


La comunità arbëreshe di Mezzojuso, come pure quelle di Palazzo Adriano, Contessa Entellina, Santa Cristina Gela, sono spiritualmente e religiosamente amministrate dall’Eparchia di Piana degli Albanesi.

Il rito oltre a costituire l’eredità più importante della Chiesa orientale di Bisanzio, è soprattutto il tratto più importante e il denominatore comune dell'identità delle comunità arbëreshe, ove la forte caratterizzazione si riferisce non solo principalmente alla sostanza delle celebrazioni e delle sacre funzioni, ma anche alle loro modalità e forme.

La conservazione del rito e delle tradizioni ha del miracoloso, se si pensa che sono sopravvissuti intatti per oltre cinque secoli e la cui salvaguardia è un impegno sentito e costante a tutti i livelli, religiosi, sociali, politici, civili etc….

Gli arbëreshe costituiscono, pertanto, un'enclave di cultura orientale in pieno occidente che trova la massima espressione nel rito greco- bizantino, e rappresentano un modello di integrazione multiculturale (etnica, linguistica e religiosa) di grande attualità, ove si pensi agli attuali problemi posti dalle recenti migrazioni etniche verso tutta l'Europa, dai sud e dall'est del mondo.

Questa cultura dalle radici antiche, unica e irripetibile, per tanto tempo è stata oggetto di curiosità, di studio e di analisi, da essere riconosciuta un patrimonio di tutti che merita di essere tutelata e salvaguardata, come è avvenuto a livello Nazionale con apposita legge, (L. 482/99), fatta allo scopo di proteggere le minoranze etnico- linguistiche.

Nel calendario delle manifestazioni Religiose la Grande Settimana Santa a Mezzojuso, è stata inserita dalla Regione Siciliana fra i grandi eventi Siciliani.

Venerdì di Lazzaro

Un evento di rilevante spiritualità, che raggiunge il culmine della solennità e della magnificenza nelle celebrazioni secondo il rito greco- Bizantino, tanto da essere considerato uno dei momenti religiosi, culturali e turistici di maggior importanza in grado di alimentare un notevole flusso e presenze turistiche.

Tradizione e folklore, in varie forme, nell'occasione si fondono tra loro come, per esempio, il Venerdì di Lazzaro, precedente la Domenica delle Palme, si ricorda il prodigioso evento operato da Gesù, della resurrezione di Lazzaro.

In tale circostanza, in tarda sera un folto gruppo di persone, percorrendo le vie cittadine e soffermandosi in tutti i crocevia augura la buona sera alla popolazione, cantando in coro l'inno in lingua albanese, "O mirë mbrëma" (buona sera) ed annunziando la resurrezione di Lazzaro (miracolo), con musica semplice e suggestiva.

Domenica delle Palme

Le funzioni religiose, curate dalla locale parrocchia, iniziano la domenica delle Palme, con la caratteristica processione, che si svolge per le vie del paese, con la partecipazione di numerosi bambini con i rispettivi genitori che, festosi e giulivi, agitano ramoscelli di ulivo e piccole palme, ornate di nastri dai colori più svariati, fino alle due Chiese della piazza principale dove si celebra la divina liturgia e la benedizione delle Palme.

Giovedì Santo

Il giovedì Santo, la sera, le Confraternite, indossanti i tipici abiti che li distinguono una dall'altra, sfilano ed aprono la processione dell'Addolorata, che i fedeli di rito latino portano in processione per il paese. Piena di toccante misticismo e di religioso silenzio, la processione è un momento di riflessione per i fedeli che vivono la Settimana Santa.

Venerdì Santo

Le funzioni, che continuano durante tutta la Settimana Santa,  raggiungono un momento di forte suggestione nella solenne liturgia del Venerdì Santo, caratterizzato dalla solennità dell'Ufficiatura che, al mattino, inizia con la Crocifissione del Signore, il pomeriggio prosegue con la deposizione dalla croce del Signore che, avvolto in un lenzuolo di lino, viene portato in processione attorno alla Chiesa, uscendo dalla porta laterale e rientrando dalla porta principale, dove i Sacerdoti, tenendo alti i lembi del lenzuolo su cui è posto Cristo, attendono che tutti i fedeli rientrino in Chiesa, passando sotto il corpo di Cristo. Questo rito sta a simboleggiare il passaggio dalla morte alla vita, dallo stato di peccato alla grazia.

Indi, il “Corpo di Cristo” viene deposto nell'epitaffio (o Urna) e cosparso di fiori e profumi.

La sera del Venerdì Santo, una toccante e solenne processione del “Cristo morto”, posto dentro un urna ornata di fiori nella parte interna ed esterna, sfila per le vie cittadine, mentre i cori cantano in greco gli elogi e le lamentazioni, inni che raggiungono punte di alta drammacità e lirismo. Particolarmente suggestivo è l’incontro della Madonna Addolorata con il Cristo morto che avviene nella Piazza principale del paese.

Domenica di Pasqua

Alle prime ore della Domenica, un folto gruppo di fedeli, girando per il paese, canta a viva voce, in lingua greca l'inno del "Kristòs anèsti" ( (Cristo è risorto) che annunzia la resurrezione del Signore.

La gente, svegliata dall'allegro e solenne canto, si alza e si reca in chiesa.

Ultimato il giro del paese, il clero ed i fedeli si radunano nel nartece (ingresso) della Chiesa, dove hanno inizio le ufficiature.

L'Ufficiatura prosegue in chiesa nella solennità del rito, tra melodiosi canti bizantini ed il profumo degli incensi.

Il giorno di Pasqua con la celebrazione della Santa messa, si conclude la Grande Settimana Santa, con la partecipazione di numerosi visitatori e fedeli che hanno modo di vivere una giornata di intensa e forte spiritualità.

Al termine della funzione religiosa, a tutti i fedeli presenti vengono distribuite: le uova rosse simbolo della vita ed i fiori che, il Venerdì Santo, hanno ornato l'Urna con il “Cristo morto”.

Si tratta di una manifestazione di notevole richiamo turistico, di grande prestigio e di lunga tradizione, che si svolge in un momento di intensa e significativa spiritualità, tanto da diventare con il trascorrere del tempo meta di numerosissimi visitatori.

L’Amministrazione Comunale, al fine di valorizzare l’immenso patrimonio storico- artistico e ottimizzare le risorse disponibili, intende realizzare importanti sinergie con le Associazioni, le parrocchie e le confraternite locali, il cui contributo e collaborazione è indispensabile per consentire il conseguimento di buoni risultati sia in termini Religiosi che di comunicazione, per arricchire ulteriormente il plurisecolare mosaico di etnie e di culture della Sicilia.

Assieme alle peculiarità culturali e religiose, obiettivo dell’Amministrazione è di contribuire allo sviluppo nel territorio delle collaterali attività artistiche e artigianali, che possono costituire opportunità e fonte di reddito per i giovani.

L’iniziativa che rappresenta il messaggio dell'unità nella diversità, con il mosaico delle sue culture ed etnie, si svolgerà a Mezzojuso nel periodo dal 15 al 23 Marzo 2008, con una articolazione programmatica snella ed efficace che prevede un percorso itinerante all’interno delle chiese e degli altri monumenti presenti, nel rispetto rigoroso delle tradizioni esistenti, e di concerto con i soggetti religiosi e non che curano la programmazione della Pasqua a Mezzojuso, senza apportare cambiamenti tali da snaturare l’essenza di profonda religiosità popolare e di sacralità che ha sempre contraddistinto la Grande Settimana Santa a Mezzojuso.

 

 

L’Assessore Comunale

       Rosario Carnesi


 


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