ConvegnoEcumenico2Sabato 23 novembre, a Rende, al palacultura Giovanni Paolo  II del Seminario teologico cosentino dell’arci-diocesi di Cosenza–Bisignano, si è tenuto un convegno regionale sul dialogo ecumenico tra cattolici e ortodossi, a cinquant’anni dal concilio Vaticano II e dallo storico abbraccio tra Papa Paolo  VI e il patriarca di Costantinopoli Atenagora, e sulla cancellazione delle scomuniche del 1054. L’incontro è stato organizzato dalla commissione per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale calabra presieduta dal vescovo di Lungro degli Italo–Albanesi dell’Italia Continentale, Donato Oliverio.

I lavori si sono svolti alla presenza, fra gli altri, dell’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Salvatore Nunnari, presidente della Conferenza episcopale calabra.
Nel suo intervento monsignor Oliverio ha tracciato il percorso del dialogo ecumenico dal Vaticano II ai giorni nostri, parlando dell’op era compiuta dai Pontefici per il riavvicinamento fraterno delle antiche e storiche Chiese sorelle di Occidente e di Oriente. Del concilio Vaticano II ha evidenziato la sua caratterizzazione ecumenica sin dal suo annuncio e il trinomio che sta alla base di tale concilio: unità, koinonia, dialogo. Il vescovo ha sottolineato che Papa Francesco, nel discorso di inizio del suo ministero di vescovo di Roma e successore di Pietro, ha dichiarato «la ferma volontà di proseguire nel cammino del dialogo ecumenico», e ha proposto la Calabria come base di dialogo con le Chiese sorelle e tra tutti i cristiani anche per la presenza delle comunità italo-albanesi, di tradizione e osservanza costantinopolitana. A tal riguardo ha citato una felice espressione di Paolo VI, il quale, nel 1968, in occasione della celebrazione del quinto centenario della morte di Giorgio Castriota Skanderbeg, si rivolse ai numerosi pellegrini italo-albanesi provenienti dalle diocesi di Lungro e di Piana degli Albanesi presenti in piazza San Pietro, dicendo loro: «E se la storia vi ha visti oppressi e dispersi, la bontà di Dio ha fatto sì che voi vi rendeste dovunque tramite di alleanze e collaborazioni, che spesso vi hanno resi anticipatori del moderno ecumenismo».
La prima relazione è stata tenuta da Stephanos (Charalambides), metropolita di Tallin e di tutta l’Estonia, primate della Chiesa ortodossa apostolica estone, il quale, partendo dallo storico incontro tra Atenagora e Paolo VI, ha ricordato la gioia di quest’ultimo nel discorso ai fedeli riuniti in piazza San Pietro, al suo ritorno dalla Terra Santa il 5 e 6 gennaio 1964 : «Avete tutti compreso che il mio viaggio non è stato soltanto un fatto singolare e spirituale: è diventato un avvenimento che può avere una grande importanza a livello storico. È un anello che si unisce a una tradizione secolare e che, forse, rappresenta il punto di partenza
di nuovi, grandi avvenimenti, che possono essere altamente benefici per la Chiesa e l’Umanità ». Per Stephanos l’incontro a Gerusalemme tra Papa PaoloVI e il patriarca Atenagora ha inaugurato il dialogo dell’amore che, come lo stesso Atenagora sottolineava, ha contribuito a sconfiggere «il passato ancora così vicino e così pieno di antagonismi » e ha permesso di «rivedere le nostre differenze con uno sguardo pacificato». E ancora: «Cattolici e ortodossi condividono lo stesso mistero ecclesiale.
Devono ora impegnarsi in un dialogo teologico di fondo, non in seguito, ma all’interno del dialogo dell’amore». Tuttavia, un ritorno all’unità richiederà ancora tempo: le differenze teologiche che hanno causato la rottura tra Oriente e Occidente all’inizio del secondo millennio restano quelle che erano. Ricordando Giovanni Paolo II il metropolita ha citato una frase che il Papa avrebbe pronunciato in una conversazione privata: «Ciò che mi auguro con gli ortodossi è la comunione, non la giurisdizione». E ha messo in rilievo il grande merito del patriarca Bartolomeo, che con la sua presenza a Roma in occasione dei funerali di Giovanni Paolo II e più ancora con l’iniziativa di assistere di persona all’intronizzazione di Papa Francesco, ha dimostrato la sua forte visione e la sua totale convinzione dell’unità. Stephanos ritiene che occorre cercare di stabilire un’autentica e attiva collaborazione e, in tal senso, aderisce alla proposta del Papa emerito Benedetto XVI di sviluppare insieme «una pastorale fruttuosa di comunione» che dovrebbe consentire di far riflettere la società e ricordarle la sua responsabilità e il senso dell’amore.
La seconda relazione è stata affidata ad Athenagoras (Peckstadt), vescovo di Sinope e presidente dell’Associazione internazionale e interconfessionale delle religiose e dei religiosi, il quale ha tracciato un documentato profilo del patriarca Atenagora, del quale, all’ordinazione diaconale, ha ricevuto in eredità l’imposizione dello stesso nome e l’impegno per l’unità dei cristiani. Come patriarca ecumenico di Costantinopoli verrà conosciuto per il suo storico incontro a Gerusalemme, nel 1964, con Papa Paolo VI: «Ci siamo abbracciati una prima volta, poi una seconda e di nuovo e di nuovo. Come due fratelli che si ritrovano dopo una lunga separazione». L’evento storico successivo fu la rimozione delle scomuniche reciproche, il 7 dicembre 1965, simultaneamente a Roma e al Fanar. Si poneva fine a dieci secoli di separazione e di penosi dissapori tra cristiani. Il passo più importante era stato fatto.
Nella terza relazione, don Athos Righi, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata, ha citato un discorso di don Giuseppe Dossetti, pronunciato nell’ottobre 1994 a un convegno, dove si faceva riferimento a un’omelia di Gregorio Palamas. In essa si elencano gli elementi propri della vera vita monastica: fisica separazione da situazioni, abitudini e azioni mondane, per perseguire l’unione dell’intelletto con Cristo nella povertà e nella esichia. Separato dal mondo per unirsi a Dio. Per
Dossetti i monaci possono essere interlocutori qualificati nei rapporti tra le Chiese e con ogni uomo che cerchi Dio. E soprattutto ciò si dica nei confronti dell’ortodossia con la quale i monaci non hanno in comune soltanto il Libro, ma anche la grande Tradizione dei Padri e le stesse matrici spirituali, tutte risalenti a prima della divisione: il penthos, l’ascesi, il lavoro, l’umiltà, la stima della solitudine e della marginalità, la preghiera interiore, l’intercessione incessante, la liturgia, l’invocazione del ritorno di Cristo, la lode della gloria di Dio. Soprattutto c’è un aspetto della stessa esperienza monastica che la rende particolarmente qualificata per servire la causa dell’unità cristiana: e cioè l’importanza che, nella vita del monaco, di ogni monaco deve avere e ha lo Spirito Santo. La vita del monaco, più che ogni altra vita cristiana o è vita nello Spirito Santo o non è niente. Solo così può essere vissuta in una costante apertura e in un incessante dinamismo dello Spirito.

 

Protosincello della Eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi dell’Italia Continentale

 

 

Articolo pubblicato sul quotidiano "L'Osservatore Romano" di domenica 1 dicembre 2013

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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
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Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet. Read More...
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’. Read More...
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
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Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
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Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
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Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30652
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12337
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...