La Cattedra di Lingua e Letteratura Albanese dell’Università “L’Orientale” di Napoli, in collaborazione con il Dipartimento di Studi dell’Europa Orientale e il Dottorato di ricerca in Culture dell’Europa Orientale, ha promosso una Conferenza scientifica sulla “Situazione politico-culturale del Kosovo oggi”, nell’ambito della Convenzione tra l’Ateneo L’Orientale di Napoli e l’Università di Prishtina. La Conferenza si è tenuta il 20 maggio ed hanno relazionato i Proff. Bardh Rugova, Direttore del Dipartimento di Linguistica dell’Università di Prishtina e Lindita Sejdiu, Vice-Preside della Facoltà di Lettere della stessa Università.

Prof. Bardh Rugova: La situazione politico-culturale nel Kosovo.

Il prof. Bardh Rugova ha fatto un panorama della situazione politico culturale del Kosovo degli ultimi 25 anni ripercorrendo le diverse fasi di sviluppo attraverso la stampa kosovara e in particolare attraverso l’interpretazione dei quotidiani “Rilindja”, “Bujku” e “Koha Ditore”.

Il relatore ha sviluppato un percorso originale nel quale  ha messo in evidenza, più che il linguaggio esplicito, quello metaforico dei giornali, quale chiave di interpretazione della realtà.  La stessa realtà in continua evoluzione ha trovato anche nella struttura testuale del racconto giornalistico ora i riflessi di atteggiamenti autoritari, ora totalitari e finalmente liberi e protesi alla responsabilità sociale. Solo il modello libero e quello della responsabilità sociale appartengono alle società democratiche.

Il Kosovo, nella sua giovane storia, in un lasso di tempo abbastanza breve, ha attraversato tutte le fasi e i modelli citati: da Provincia Autonoma della Repubblioca Serba, a entità con autonomia soppressa, alla costruzione di un sistema parallelo tutto albanese, alla Repubblica Indipendente.

Il quotidiano “Koha Ditore”, nel numero del 17 febbraio 2008, in coincidenza con la proclamazione dell’Indipendenza della Repubblica del Kosovo, segnalava l’evento attraverso un percorso tracciato da alcune parole chiave: stato, libertà, indipendenza, democrazia, responsabilità sociale  e loro impatto nella vita culturale, un percorso sempre in atto e ancora in divenire.

Perciò: “Il Kosovo ha avuto una storia travagliata e negli ultimi decenni è passato da una specie ... di indipendenza all’interno della federazione iugoslava, nell’ambito di un sistema totalitario, ad una occupazione nell’ambito di un sistema in apparenza pluralista, ma autoritario; fino all’indipendenza di una democrazia fragile, che sta prendendo piede”.

Il relatore, nella trattazione dei momenti importanti della storia del Kosovo, si è servito dell’analisi fatta dal Presidente Ibrahim Rugova, interpretando la poesia di Ali Podrimia, nella quale individuava una fase dominata dal linguaggio metaforico, coincidente con l’oppressione slava, seguita da quella più distesa dominata dall’ironia.

Nel discorso del Prof. Bardh Rugova non è mancato il riferimento ai gusti musicali durante le varie fasi della storia kosovara: in contrapposizione al controllo statale il relatore ha citato l’affermazione del new wave e rock accanto allo sleng dei giovani di Prishtina.

Il relatore ha concluso sostenendo che i giornali svolgono un ruolo importante nella vita sociale ed hanno una responsabilità di grande portata nella formazione degli orientamenti e delle opinioni che poi si concretizzano in giudizi.

 

 

 

 

Prof.ssa Lindita Sejdiu: La linguistica albanese contemporanea nel Kosovo.

 

Gli studi di linguistica nel Kosovo hanno registrato un particolare sviluppo a datare dagli anni ’70 del secolo scorso, sia per l’apertura verso le scuole di pensiero occidentali, sia per l’organizzazione di momenti di confronto – vedi Seminario Internazionale sulla Lingua, la Letteratura e la Cultura Albanese –, sia sul piano culturale che su quello delle ricerche. Infatti già negli anni settanta i metodi della linguistica strutturalista, della linguistica generativa, ma anche delle nuove discipline che si affermavano, sociolinguistica e linguistica testuale, sono presenti e seguiti con attenzione.

In questo quadro la prof.ssa Sejdiu si è soffermata sull’opera di diversi linguisti kosovari e un posto importante nella relazione l’ha dedicato all’accademico Besim Bokshi, autore di diverse opere, tra cui  Zhvillimi i sistemit nominal të shqipes (Lo sviluppo del sistema nominale dell’albanese) del 1980, ripubblicato nel 2005 e Prapavendosja e nyjes në gjuhët ballkanike (La posposizione dell’articolo nelle lingue balcaniche, 1984).

Il libro del Bokshi sullo sviluppo del sistema nominale rappresenta una vera innovazione nella metodologia degli studi albanologici, per l’introduzione dei concetti sistemici nel processo diacronico e l’applicazione dello strutturalismo, che gli hanno permesso la costruzione di un sistema completo dell’albanese nel campo nominale, e la formulazione di una teoria sulla formazione di elementi nuovi morfematici.

La ricerca sulla posposizione dell’articolo nelle lingue balcaniche ha permesso al Bokshi di individuare le cause e i tempi del fenomeno della posposizione e dell’agglutinazione dell’articolo nella lingua albanese, in quella rumena e nella bulgara, riuscendo a spiegare le modalità dell’influenza dell’albanese sul rumeno, e più tardi del rumeno sul bulgaro.

Besim Bokshi è l’iniziatore degli studi strutturalistici e della linguistica albanese in generale nel Kosovo e per le sue tesi sulla storia della lingua albanese e delle lingue indoeuropee rimane un’autorità indiscussa in tutta la comunità accademica albanese.

Un’altra figura importante della linguistica kosovara, presa in esame dalla prof.ssa Sejdiu, è il prof. Selman Riza che durante tutta la sua vita fu perseguitato dai regimi comunisti della ex-Iugoslavia e dell’Albania di Enver Hoxha.

La raccolta delle sue opere Studime albanistike (Studi albanistici) venne pubblicata in Kosovo negli anni Ottanta. Alla fine del 2009 le accademie di Prishtina e di Tirana hanno pubblicato l’opera omnia, da cui si evidenzia il suo contributo scientifico nel campo della grammatica albanese, della dialettologia, della standardizzazione dell’albanese e della linguistica comparata.

Le sue ricerche, improntate a grande rigore scientifico, per molti aspetti hanno precorso i tempi della linguistica albanese e sono alla base della formazione dello stesso Besim Bokshi.

Infine la relatrice ha sottolineato il valore degli studi dell’accademico Rexhep Ismajli nel campo della filologia, dei testi antichi, della fonetica storica e dello sviluppo diacronico dell’albanese rispetto alle altre lingue balcaniche; ma anche di altri studiosi che hanno dato e continuano a dare contributi apprezzabili nel campo della dialettologia (prof. I. Badallaj), della sociolinguistica (proff. Rr. Paçarizi, Sh. Munishi), della sintassi (proff. L. Rugova, T. Abrashi).

 

A conclusione dei lavori, il prof. I. C. Fortino, promotore e organizzatore dell’evento, ha preannunziato i prossimi incontri che avranno come oggetto la letteratura contemporanea albanese del Kosovo e gli sviluppi della standardizzazione dell’albanese.


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