Ho ricevuto l’e-mail che riferiva della presa di posizione della scrittrice Elvira Dones in merito alla frase di Berlusconi a colloquio col presidente Berisha. Io ritengo che il colloquio tra i due presidenti avveniva in ambito di interscambi tra Italia ed Albania e la frase incriminata doveva essere affrontata negli stessi ambiti.

 

Pur comprendendo la presa di posizione della Dones, le sue battaglie le vive tra la Svizzera e l’America immersa nei suoi bei libri e le sue interessanti sceneggiature. Ma noi che siamo in prima linea e abbiamo a cuore i problemi d’Albania e dell’Arberia l’uscita poco piacevole del presidente Berlusconi l’avremmo utilizzata per porre alla sua attenzione le poche opportunità che la legge 482/99 offre a noi arbërëshë, che appena riesce a tenere in vita le nostre parlate.
Ritengo che invece di riprendere il presidente, sarebbe stato il caso di porre la sua attenzione sulle opportunità, che di anno in anno diventano sempre più flebili, impoverendo ancor di più la comunità Arbërëshë. La legge 482/99 se resa più dinamica offrirebbe serie opportunità alla valorizzazione delle nostro patrimonio e garantire un diverso destino anche alle ragazze dei Balcani.
In Italia ormai è diventato una moda parlare negativamente del Presidente Berlusconi, sicuri di ricevere consensi ed applausi dagli ascoltatori di turno; a noi arbërëshë interessano i fatti, questa era l’occasione per porre all’attenzione del presidente la modifica in atto della legge 482/99, la quale se allargata alle tante emergenze della comunità albanofona, sicuramente poco note alla Giornalista e Sceneggiatrice Dones, garantirebbe una base di rilancio del mondo d’arberia.
Noi siamo una delle comunità tra le più floride d’Italia eppure non abbiamo istituzionalmente personaggi con un adeguato bagaglio dinamico che ci sappiano porre alla ribalta di un qualsiasi circuiti produttivo; porre all’attenzione del presidente, visto che lui e uno dei promotori delle donne ministro, la possibilità di avere anche noi un ministro donna di origini arbërëshë, tale che il presidente potesse comprendere giornalmente la differenza tra una donna abbandonata nei barconi della disperazione e la stessa donna a cui si offre una dignitosa possibilità di vita.
Dott. Elvira Dones noi abbiamo bisogno di persone che ci aiutano a mantenere vive la nostra tradizione e la nostra lingua, non discriminando niente e nessuno, siano essi di destra, di centro o di sinistra.
 

Atanasio e-arch. Pizzi                                                                Napoli 24-05-2010


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