Për Bahkimin e të gjithëve le t’i lutemi Zotit
Kathisma del vescovoLa nostra liturgia bizantina ci invita all’unione personale per poter pervenire a quella spirituale e cioè nella fede (tin enòtita tis pìsteos). Ognuno di noi ha quindi il compito arduo di costruire quest’unione impegnandosi con tutte le sue forze e con tutti i mezzi che il Signore gli ha donato, creando e favorendo attività costruttive per valorizzare l’essere umano che è il vero centro del kerigma cristiano.
E ognuno di noi deve farlo laddove per grazia divina è nato godendo anche dei privilegi che già si ritrova per i tanti sacrifici che i nostri padri hanno fatto ed in virtù anche per coloro che sono ancora in vita, veri punti di riferimento, che continuano con il loro esempio ed il loro impegno ad edificare la nostra società. La nostra storia è gloriosa e tormentata come quella di altri popoli: lotte, sangue e fede. Gli arbëreshë hanno sempre tenuto alto il valore umano e culturale, lottando caparbiamente per la libertà che gli era stata negata, continuando e ricostruendo un’altra vita in un paese straniero tra innumerevoli difficoltà. Dopo più di cinquecento anni di diaspora, oggi cosa e come ci ritroviamo? Sicuramente mi sento di dire: pieni di valori umani e spirituali. Ora sta a noi giovani del terzo millennio consolidare e trasportare tali valori in questa nuova epoca che di certo è ben lontana da quella dei nostri avi. La Chiesa, soprattutto nelle nostre comunità ha un ruolo decisivo e delicato ma abbonda di grandi uomini. Tralasciando il passato, che è giusto ricordare ma non rimare attaccati ad esso, oggi godiamo di personalità quali l’attuale eparca S.E.R. Ercole Lupinacci, Vescovo di Lungro e degli Arbëreshë dell’Italia Continentale, vero maestro di fede; l’Archimandrita Eleuterio Fortino, instancabile lavoratore nella vigna del Signore e bandiera ecumenica della nostra Chiesa e del nostro popolo; i Protopresbiteri Emanuele Giordano e Antonio Bellusci che con i loro studi e le loro ricerche albanologiche hanno arricchito la nostra storia ed illuminato la madre patria; ancora Papàs Pietro Lanza che è un cuore pulsante spiritualità ed albanesità, chiedetelo ai sofioti, i quali lo scorso anno durante le novene in onore di S. Atanasio sono stati deliziati e confortati dalle sue splendide esortazioni spirituali; Papàs Raffaele De Angelis, giovanissimo sacerdote con grande amore e competenza liturgica. Io personalmente devo dire grazie a tutte queste persone che stanno contribuendo alla mia formazione spirituale e personale. Perciò dobbiamo cercare di rimanere uniti e camminare sulla via che il Signore ha preparato per noi, superando tutte le difficoltà e gli ostacoli che troveremo sul nostro cammino. La nostra tradizione orientale, a differenza un po’ da quella occidentale, è caratterizzata dalla teologia gloriae, cioè dall’evento salvifico della Risurrezione di Cristo che è il Sacramento primordiale. Lo stesso Cristo, artefice della nostra vita, sarà presente e costruirà con noi un futuro migliore.
francescogodino@infinito.it

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