Ritorno alle origini arbëreshe per il senatore americano Nick Scutari

Scritto da Mariapaola Vergallito il . In San Costantino Albanese - Shën Kostandini

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Intervista al Sen. Nick Scutari

Un filo diretto con Nicholas Scutari, rieletto da pochi giorni al Senato americano per lo Stato del New Jersey, democratico, classe '68 e nipote di nonni emigrati dalla Basilicata, più precisamente da San Costantino Albanese. Abbiamo realizzato l’intervista che segue grazie alla grande disponibilità del nostro interlocutore e di suo cugino, che i lucani conoscono bene: Piero Scutari, figlio di Donato, storico politico lucano. I due cugini si sono incontrati a Roma in occasione del
congresso annuale degli avvocati del New Jersey che, quest’anno, si è tenuto proprio nella capitale italiana.

Senatore, ci parli della sua famiglia. Cosa raccontavano i suoi nonni sull’Italia, la Basilicata, la loro terra? Cosa le hanno trasmesso delle tradizioni, così forti in particolare per chi proviene da un paese come San Costantino Albanese?

La mia famiglia più che dell’Italia mi parlava di un piccolo paese, San Costantino, da cui venivano, un villaggio situato tra le montagne, in un luogo lontano; i miei nonni non mi parlavano in italiano , ma tra loro, ricordo, usavano questa strana lingua, l’arbreshe, mi dicevano che tra questi monti avevo parenti. Io credevo che erano favole, dubitavo persino che si trattasse di racconti reali.
Per me rappresenta un ricordo di un mondo romantico e penso che sia importante che le tradizioni ed il legame con l’Italia rimanga vivo nelle famiglie che sono emigrate molto tempo fa e che i ricordi vengano trasmessi anche alle nuove generazioni per evitare che si perda il legame con dei luoghi che fanno parte del nostro dna.

Abbiamo sentito il sindaco di San Costantino che, ovviamente, a nome di tutta la comunità ha espresso orgoglio e compiacimento per la riconferma al Senato. Ha anche detto che, al più presto, vuole prendere contatti con lei e, magari, invitarla a San Costantino. Quando potremo averla in Basilicata?
Sono molto grato e onorato per il sentimento che San Costantino sta dimostrando nei miei confronti, non vedo l’ora di visitarlo, devo andarci assolutamente, voglio per il prossimo anno programmare un apposito viaggio con mio padre per andare a San Costantino , incontrare il sindaco, i miei cugini di cui ho solo sentito parlare, di vedere quelle montagne che mi venivano raccontate dai nonni come delle fiabe. Per il prossimo giugno programmo questo viaggio.

Ci sono luoghi che è curioso di visitare e dei quali, magari, ha sentito parlare nei racconti dei suoi nonni o di suo padre?
Come dicevo nel New Jersey e a New York non ci sono villaggi come San Costantino, nè montagne, più che curiosità è voglia di vedere e percepire i luoghi da cui la mia famiglia ha avuto origine e provare una emozione, un ritorno a qualcosa a cui una parte di me appartiene.

Lei è concittadino di un altro grande politico italiano, Donato Scutari, che ha attraversato mezzo secolo di storia d'Italia. Possiamo dire che si ispira un po' a lui, anche se si tratta di due sistemi politici completamente diversi?
Da ragazzo mio padre mi raccontava di Donato Scutari, della sua importanza, delle sue sfide , anche lui da un piccolo villaggio sperduto nelle montagne era riuscito ad avere un ruolo importante per la sua nazione; mio nonno e mio zio inviavano i soldi dagli Stati Uniti per aiutarlo a studiare perché era orfano di padre, la nostra famiglia è sempre stata molto unita ed il successo e l’impegno di Donato Scutari era un grande motivo di orgoglio. Certo era strano per noi sentire che era del Partito Comunista , ma sapevamo che era un uomo giusto vicino ai bisogni della gente. Io faccio politica e mi sono candidato al Senato per aiutare la gente , per la soddisfazione di fare qualcosa di buono per gli altri , per fare del bene , per dare un contributo positivo e propositivo alla società. Ho sempre fatto questo anche fuori dalla politica , nel mio lavoro come pubblico ministero e come avvocato per i diritti civili; in questo sicuramente siamo simili.

Tempo fa abbiamo raccontato la storia di Peter Abitanto, un ingegnere della Nasa figlio di emigranti lucani che provenivano proprio da San Costantino Albanese. Anche lui abita nel New Jersey. Avete contatti?

Ne ho sentito parlare ma non ho mai avuto il piacere di conoscerlo.

Viviamo in un’epoca caratterizzata da una profonda crisi che attraversa il mondo intero e, nonostante tutto, gli Stati Uniti sono ancora considerati, da un punto di vista politico e non solo, come un faro in grado ancora di illuminare le democrazie del mondo. Qual è la sua visione “politica”, in quale modo la società, oggi, è in grado di risollevarsi?

Credo che gli Stati Uniti nonostante tutto abbiano da imparare dall’Europa e l’Europa ha qualcosa da imparare dagli Stati Uniti. Non è ammissibile che si trascurino in nome del denaro i diritti dei più deboli, l’assistenza sanitaria è un diritto che deve essere assicurato a tutti , cosa che non avviene negli Usa, così come le opportunità devono esserci per tutti ed in questo l’Italia è molto più indietro; ci deve essere un equilibrio tra diritti , tutele e liberta di fare ciò che si vuole. La priorità deve essere che la gente possa vivere felice ed in pace, ecco in questo sono molto vicino agli ideali che aveva Donato Scutari.


Sappiamo e leggiamo come viene raccontata l’Italia all’estero. Qual è la sua personale visione, che cosa è l’Italia nell’immaginario di Nicholas Scutari?

L’Italia e un paese meraviglioso , con tradizioni uniche , una cultura ed una storia che non ha eguali al mondo, cibo ed enogastronomia che da soli meritano un viaggio, un luogo dove si vorrebbe vivere.

nella foto, da sinistra: il Senatore Nicholas Scutari e Piero Scutari


Mariapaola Vergallito
Lasiritide.it

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