Ieri ero morto, oggi risorgo

Scritto da Archimandrita Eleuterio F. Fortino il . In Il Rito Greco-Bizantino

resurrezione.jpgIl doxastikon della terza ode del canone di Pasqua dell'innografo s. Giovanni Damasceno (sec.VIII), da una parte annuncia la risurrezione di Cristo che si celebra particolarmente quel giorno e, dall'altra, coinvolge il destino dell'uomo, creato e restaurato ad immagine del Verbo di Dio incarnato, che è la vera immagine di Dio.
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"Ieri, o Cristo, con te ero sepolto, oggi risorgo con te che risorgi. Ieri con te ero crocifisso, con te glorificami tu, o mio Salvatore, nel tuo Regno". Un ritornello più volte ripetuto nell'Orthros di Pasqua  intende imprimere nella mente e nel cuore dei credenti il significato della risurrezione: "Risorto Gesù dalla tomba, come aveva predetto, ha dato la vita eterna e la sua grande misericordia".

"Oggi risorgo con te che risorgi".

S. Paolo, nella sua catechesi, ha usato ripetutamente questa professione di fede e questa immagine di sepoltura e di risurrezione, di morte al peccato e di risurrezione a novità di vita e su questa visione imposta l'etica nuova del cristiano del suo nuovo comportamento di persona risorta.

Ai primi cristiani di Roma egli scrive una lettera che sviluppa il mistero battesimale e la chiesa bizantina ha assunto un passaggio di questa lettera per proclamarlo durante la celebrazione del battesimo, in modo che chi si battezza e chi vi partecipa - genitori, padrini membri della comunità locale - comprendano il valore salvifico ed etico del battesimo.

In modo diretto, come se avesse davanti a sè i primi cristiani di Roma, S. Paolo scrive: "E non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù siamo stati battezzati nella sua morte?" (Rom 6, 3). Il verbo (baptizō) significa immergere e fa trasparire il significato simbolico-sacramentale del battesimo che è immersione. Cristo è stato immerso, sepolto nella terra per tre giorni, il cristiano nell'immersione nell'acqua battesimale è immerso nella morte di Cristo, di cui è reso partecipe. Il paragone continua: "Se infatti siamo stati completamente uniti a Lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua resurrezione" (Rom 6,5).

"Oggi risorgo con te che risorgi", canta l'inno.

S. Paolo parla anche di una resurrezione di comportamento attuale, il battezzato è un uomo risorto e come tale deve comportarsi.

"Come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova" (Rom 6, 4). S. Paolo riprende la catechesi del comportamento cristiano vivificato dallo Spirito Santo diffuso da Gesù risorto sui suoi discepoli : "Ricevete lo Spirito Santo" (Gv 20, 22). "Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito" (Gal 5, 25). E aggiunge specificando i vari aspetti: "Il frutto dello Spirito, è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di se" (Gal 5,22).

Eleuterio F. Fortino

Pasqua 2009

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