Celebrazione del Vespro in rito bizantino a Le Castella

Scritto da AGI il . In dall'Eparchia di Lungro

MonsLupinaccisuJesus.jpgCrotone - “La fiducia delle chiese calabresi e’ piu’ forte della rassegnazione e del fatalismo”. Con queste parole pronunciate da monsignor Ercole Lupinacci, Vescovo di Lungro, che ha presieduto la celebrazione del Vespro in rito bizantino, si sono aperti a Le Castella i lavori del V Convegno delle Chiese calabresi. “Comunione e’ speranza. Il dono e gli impegni delle Chiese calabresi per testimoniare il Risorto nel nostro tempo” e’ il tema sul quale si confronteranno da oggi fino al 10 ottobre i delegati delle 12 diocesi della Calabria.
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Della “bellezza liturgica del vespro bizantino e del suo potere trasfigurante” ha parlato monsignor Domenico Graziani nel suo saluto ai 500 partecipanti, tra delegati diocesani, invitati e partecipanti di diritto. Il vescovo di Crotone-Santa Severina ha espresso la certezza che dal Convegno “Si possano avere indicazioni per riprendere il cammino ed essere segno di speranza e punto di riferimento per i non baciati dalla grazia” aggiungendo che con la nostra presenza qui “Testimoniamo l’essere popolo che cammina sperimentando la comunione”. Quindi ha invitato tutti ad “Avere il coraggio d’intraprendere strade nuove, soprattutto per servire la nostra terra di Calabria”. E’ toccato a monsignor Vittorio Mondello, Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria - Bova, Presidente della CEC, introdurre il Convegno soffermandosi su: “Le Chiese di Calabria in comunione per dare speranza: le tappe di un cammino che continua”. L’arcivescovo ha, tra l’altro, detto: “Il presente Convegno non e’ un masso erratico nella storia delle Chiese di Calabria, ma si inserisce pienamente in quel cammino che le nostre Chiese ormai vivono in sintonia con i programmi decennali della Cei, nel tentativo, pastoralmente rilevante, di far calare nelle nostre comunita’ diocesane quanto e’ stato ed e’ proposto dalle Chiese Italiane”. Dopo aver presentato brevemente i precedenti convegni regionali (Paola 1978, 1991 e 1997 e Squillace 2001) monsignor Mondello ha sottolineato che in continuita’ anche l’attuale convegno vuole porre in evidenza “la necessita’ che la Chiesa dia sempre nuova speranza alla societa’ calabrese segnata da problemi e difficolta’ che tale speranza tentano di offuscare. La sottolineatura particolare del nostro convegno -ha spiegato- e’ la convinzione che la Chiesa potra’ essere portatrice di speranza a condizione che viva in pienezza la comunione”. Per il presidente della Conferenza Episcopale Calabra il compito della Chiesa e’ “principalmente quello di testimoniare tale comunione ed essere strumento perche’ essa giunga a portare la salvezza a tutta l’umanita’”. (AGI)

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