albanian_flag.jpgCome ogni anno, la Comunità arbёreshe di Roma del Circolo Culturale BESA ha celebrato La Festa Nazionale d'Albania con una manifestazione culturale e con una messa solenne in lingua albanese.
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L'incontro culturale ha avuto luogo il 23 novembre nella sede del Circolo (Via dei Greci 46) dove si è discusso su un tema di attualità: "La lingua albanese e le sue parlate dialettali (Albania, Kosova, Macedonia, Montenegro, Serbia, Croazia, Grecia, Italia, sulla base dell'Atlante Dialettologico della Lngua Albanese (Napoli, Vol. I 2007; Vol. II 2008), con interventi del Prof. Italo Costante Fortino e della Dr.ssa Merita Bruci, dell'Università di Napoli L'Orientale.

Hanno preso parte all'incontro l'Ambasciatore d'Albania presso Il Quirinale, Dr. Llesh Kola; l'Ambasciatore d'Albania presso la Santa Sede, Dr. Rrok Logu;  l'Ambasciatore della Kosova, Dr. Albert Prenkaj; e il I Consigliere Ministro dell'Ambasciata d'Albania, Dr. Visar Zhiti.

Il Prof. Italo Costante Fortino ha ricordato che l'Atlante Dialettologico della Lingua Albanese è un'opera di rilevante valore linguistico, un patrimonio non solo dell'Albania e degli albanologi, ma patrimonio di tutti i glottologi e di quanti si interessano di lingue antiche e moderne.

Dopo la presentazione degli autori dell'Atlante (J. Gjinari, B. Beci, Gj. Shkurtaj, Xh. Gosturani), ha affermato che la pubblicazione rientra nel quadro della Convenzione di Collaborazione e Scambi accademici sottoscritto tra l'Università di Napoli L'Orientale e l'Istituto di Linguistica e Letteratura di Tirana, e rimane un esempio di effettiva e proficua collaborazione tra istituzioni italo-albanesi.

E' passato poi a illustrare, con l'ausilio del videoproiettore, le numerose cartine geolinguistice in quadricromia contenenti fenomeni dialettali visti sotto l'aspetto fonologico, morfosintattico (Vol. I) e lessicale (Vol. II) che si estendono su un territorio albanofono molto vasto che interessa 175 punti di indagine (centri abitati) distribuiti in Albania, Kosova, Macedonia, Montenegro, Serbia, Grecia, oltre alla diaspora albanese in Croazia, Grecia e Italia meridionale.

Il relatore, dopo avere  ricordato che questo si configura come Atlante nazionale, cui deve fare seguito la ricerca per la compilazione degli Atlanti regionali, ha sostenuto che la conoscenza delle varietà dialettali è un valido contributo all'arricchimento della stessa lingua standard, alla sua dinamica rivitalizzazione e può essere un ricco strumento per la comprensione delle opere della letteratura albanese, che fino a tempi a noi recenti è stata scritta, e anche oggi spesso viene scritta, in tre varianti linguistiche, la ghega nel nord dell'Albania, la tosca nel sud e l'arbёreshe nella diaspora in Italia.

L'Atlante, pur essendo il risultato di una ricerca sincronica, riservata alla lingua parlata, che abbraccia un arco di tempo che va dal 1981 al 1989, con la presentazione di forme arcaiche conservate in alcune zone ben individuabili nelle cartine e di forme innovative presenti in altre, permette di rinvenire tracce preziose delle influenze geopolitiche: il nord dell'Albania, e zone attigue, con l'influsso latino-veneto, i cui riflessi, d'altronde, sono presenti anche nella religione; il sud, e le zone confinanti, con la tradizione bizantino-ortodossa.

Le zone, poi,  più a contatto con l'elemento slavo presentano frequenti prestiti lessicali, mentre l'intero territorio che dal secolo XV e fino al 1912 è stato soggetto alla dominazione ottomana accusa notevoli influssi della lingua turca, lingua dell'amministrazione e degli affari.

In rapporto, infine, ai movimenti migratori dei secoli XIV-XV e seguenti, in direzione della Grecia meridionale (Morea - Peloponneso) e in direzione dell'Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata  Sicilia), l'Atlante dà preziosi dati che individuano con chiarezza la regione principale di origine dei ceppi migratori: la Çamёria, che si estende dalla zona di Himara (sud-ovest dell'Albania) a Preveza (nord-ovest della Grecia).

La dott.ssa Merita Bruci ha trattato della tradizione della lingua scritta, prendendo come punti fermi i testi più antichi, il Meshari del Buzuku (1555) e il testo E mbёsuame e krёshterё di Luca Matranga, due esemplari rispettivamente della variante ghega e di quella arbёreshe. Dopo avere sostenuto come la letteratura albanese fino al 1972, anno del Drejtshkrimi i gjuhёs shqipe, si sia sviluppata in parte nella variante ghega, in parte nella variante tosca e in parte nella variante arbёreshe, ha tracciato le tappe dell'affermazione della lingua standard albanese.

La relatrice ha sostenuto che la Komisia letrare di Scutari (1916-1917) aveva indicato la parlata di Elbasan come base della lingua dell'amministrazione dell'Albania indipendente, successivamente fatta propria e ufficializzata dal governo. La parlata di Elbasan, che rappresentava una forma intermedia della varietà dialettale ghega e tosca, ha continuato ad essere punto di riferimento degli scrittori fino al 1952 quando, nel nuovo clima politico, il Congresso di Tirana, cambiando registro, ha scelto la variante tosca a base dello standard linguistico della Nuova Albania, confermata in maniera più rigorosa nel 1972 con la fissazione rigida della norma linguistica.

Oggi la lingua standard albanese, diffusa in tutta l'area albanofona balcanica, ha bisogno di arricchimento e di rivitalizzazione, unitamente a ricerche sull'usus dello standard nel quadro delle varietà per meglio orientare l'educazione linguistica.

L'Atlante rappresenta una presa di coscienza forte e una sollecitazione atta a far proseguire gli studi linguistici per rendere lo standard compatibile con il processo evolutivo e dinamico.

A conclusione dell'incontro, i tre ambasciatori con i loro interventi hanno sottolineato l'importanza della collaborazione italo-albanese che, come nel caso della pubblicazione dell'Atlante, ha dato frutti di grande rilievo e risonanza (Besa/Roma).

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