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03 Novembre 2010
Da S. Basile
Gentile dono della Regina di Bulgaria – L’unione di S. A. R. la principessa Giovanna di Savoia con S. M. Re Boris di Bulgaria è stata più che agli altri cara agli Albanesi cattolici d’Italia che hanno visto la figlia dal loro Re abbracciare il rito religioso-greco-orientale da essi professato. Facendosi interprete di questi sentimenti il nostro Arciprete, Don Giuseppe Schirò, si permetteva offrire ai Sovrani di Bulgaria una liturgia di San Giovanni Crisostomo rilegato in tela e oro con elegante incisione della dedica e dello Stemma reale Bulgaro. S. M. la Regina di Bulgaria ha molto gradito il modesto dono e nei giorni scorsi faceva tenere alla Parrocchia di S. Basile a titolo di ricordo una elegante Icone di San Boris con pittura ad olio su legno pregiatissimo. L’Arciprete riceveva nel contempo la seguente lettera:
Palazzo Reale di Sofia 24-8-931
Reverendo Padre
S’ Maestà la Regina commossa per i sentimenti sì amabili e devoti da Lei espressi con la lettera del 29 marzo 1931, nonché per il bel regalo fattoLe, inviando la Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo, libro da Lei molto gradito, ha voluto testimoniarLe la riconoscenza, dedicando alla Sua Chiesa una Icone di San Boris che ha ordinato espressamente a questo scopo. Le perverrà contemporaneamente a questa lettera.
S. Maestà la Regina, m’incarica di salutarLa ancora una volta, molto cordialmente, in uno dei suoi Parrocchiani. Voglia credermi, Reverendo Papas, con molto rispetto.
Sua Elena Petroff
dama di Corte
I cittadini di San Basile nel mentre si reputano fortunati del prezioso dono fatto alla loro parrocchia, si congratulano con il loro attivo Arciprete che a tutto pensa e provvede.
La Vedetta 1931
La curiosità naturalmente mi sollecitò a recarmi nella Parrocchia di San Giovanni ad ammirare l'icona di San Boris. Ma di essa non trovai traccia, nè tantomeno altri seppero indicarmi possibili itinerari dell'icona. Il parroco Schirò all'epoca lasciò San Basile verso la sua Sicilia, ma l'ipotesi dell'eventuale possesso dell'icona da parte di suoi parenti sembra remota, altri ipotizzano fugacemente un 'riciclo' dell'icona di San Boris per un altro panorama sempre sull'invisibile. Comunque sia, di tutta questa storia si può dire che erano belli quei tempi, fascismo e pedofilia a parte, quando un parroco di campagna intratteneva relazioni con la dama di corte Elena Petroff e Sua Maestà la Regina di Bulgaria.
mario bellizzi








