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21 Dicembre 2006
| Indice |
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| Premio Skanderbeg 2006 |
| "Gjagjë tundat ndë katundat arbëreshë” |
| Classifica adulti |
| Classifica giovani |
| Foto della premiazione |
| Tutte le pagine |
Qualcosa si muove nei paesi arbëreshë
(scritto bilingue da Tommaso Campera)
Il fuoco non si è spento. Soffiando sulla brace, sotto la cenere, la fiamma si è ravvivata e ricomincia di nuovo a scaldare i cuori che sentono, dentro, scorrere il sangue e l'orgoglio dei Coronei, antichi fondatori dei paesi arbëreshë.
A soffiare sulla brace sono gli arbëreshë che vivono fuori dai paesi natii che nei mesi estivi tornano nei loro paesi e con caparbia costanza rinnovano con entusiasmo i ricordi storici dei nostri paesi e della nostra lingua che va spegnendosi. Una fiammella all'interno del fumo si scorge:
"possa essere un fuoco che si veda dal paese e non solo un fuoco di paglia" dice il padre, al figlio che gli bruciò la capanna, in una favola arbëreshe.
A mantenere acceso questo fuoco, oltre ad essere i suddetti arbëreshë, sono anche le maestre che insegnano a scuola la lingua arbëreshe, grazie alle leggi di tutela delle minoranze linguistiche, ma sono sprattutto i giovani autori, "benvenuti!", che scrivono poesie con le quali vincono premi come quelli messi in palio dal concorso "Premio Principe Giorgio Castriota Skanderbeg" e organizzato dall'Associazione "Vatra Arbëreshe" di Chieri (TO), costituita nel 2000 e diretta dal Prof. Vincenzo Cucci, da Tommaso Campera ed altri, affinché la nostra minoranza non perda la propria lingua e la propria cultura.
"Il premio l'abbiamo vinto noi, dicono Cucci e Campera, quando abbiamo appreso che dalle scuole di Machito (PZ), Lungro (CS) e Barile (PZ), i giovani concorrenti hanno partecipato numerosi: vuol dire che il nostro lavoro non è stato vano".
Dietro agli scolari delle scuole elementari ci sono le maestre: Maria Giuratrabocchetti e Luigina Di Stasio da Maschito (PZ) e Maria Teresa Cortese da Lungro (CS), che insegnano la lingua arbëreshe, ed i dirigenti scolastici che sostengono l'impegno a mantenere viva la cultura arbëreshe.
Sabato 2 dicembre, nella Sala Conceria del Comune di Chieri, si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso di poesia "Premio Principe Giorgio Castriota Skanderbeg" .
Per la sezione "Giovani Autori" sono stati premiati:
1° premio di € 800,00 a Costanza Gilio, Scuola IV novembre di Maschito, con la poesia "Mamma"
2° premio di € 500,00 a Paolo Cortese, I.C. di Lungro, con la poesia "Una farfalla in primavera"
3° premio di € 250,00 a Enza Colella, Scuola IV novembre di Maschito, con "La primavera"
Per la sezione "Adulti" sono stati premiati:
1° premio di € 800,00 a Francesco Scaravaglione, da Spezzano Albanese,
con la poesia "Un'anima che mi inganna"
2° premio di € 500,00 a Gabriele Amelia, da Cosenza, con la poesia "Ottombrata"
3° premio di € 250,00 a Emilio D'Andrea, da Barile (PZ), con la poesia "Un fiore"
La giuria era così composta:
Prof. Ignazio Parrino, Presidente, docente di letteratura albanese all'Università di Palermo;
Prof.ssa Fernanda Pugliese, direttore della rivista "Kamastra" di Montecilfone (CB);
Zoti Emanuele Giordano, di Ejanina (CS), papas cattolico di rito bizantino, autore di dizionari e grammatiche in lingua arbëreshe;
Don Giovanni Giudice, di San Nicola dell'Alto (KR), ricercatore della cultura arbëreshe ed estimatore dell'alfabeto gangaliano;
Prof. Vincenzo Cucci, in rappresentanza dell'Associazione Vatra Arbëreshe.
Durante la cerimonia di premiazione la Prof.ssa Domenica Granà, e la Dott.ssa Ilaria Parrino, rispettivamente presidente della Pro-Loco e presidente dell'Associazione "Paradiso Arbëreshe", hanno presentato i costumi tradizionali arbëreshe di Palazzo Adriano (PA), immortalati tra l'altro dal pittore Jean Houel nei suoi dipinti attualmente conservati all'Ermitage di San Pietroburgo.
La Kermesse ha avuto il suo pezzo forte la sera di sabato alle ore 21.00 con il concerto della Associazione Artistico Culturale "AGIMI" di Prizren (KOSOVA), presieduta dal Prof. Dashnor
Xërxa. Il gruppo composto da 10 coppie di ballerini, musicisti e cantanti, diretti dal Prof. Luan Spahiu, è una associazione artistica che, con grande professionalità, da 10 anni ricalca le scene della penisola balcanica, dell'Europa e del nord africa, presentando il suo repertorio di canti e danze peculiari di un popolo tra i più antichi in Europa, ma anche tra i più sconosciuti.
Il pubblico che ha assistito alla loro esibizione, ha avuto modo di udire voci e suoni che fanno parte di ritmi ancestrali dei popoli europei, di vedere costumi e colori che, i viaggiatori esploratori di fine ottocento, come Lord George Byron, e grandi artisti come Eugene Delacroix, alla scoperta delle culture balcaniche, hanno immortalato in opere e dipinti presenti in tutta Europa.
Un pubblico numeroso ha riempito la Sala Conceria del Comune di Chieri, che per una sera è stata il centro di incontro fra gli arbëreshë e gli albanesi convenuti da Torino, dalla provincia e da tutto il Piemonte e dalle regioni limitrofe:
"gjaku joni i shprishur, mbledhet në miqësì" (il nostro sangue sparso si raccoglie in amicizia).
Ci hanno onorato della loro presenza:
Dott.ssa Patrizia Picchi, Assessore alla cultura del Comune di Chieri;
Dott. Giuseppe Cerchio, Vice-presidente del Consiglio Provinciale;
Dott. Roberto Placido, Vice-presidente del Consiglio Regionale;
S.E. Dott. Spartak Topollaj, Console Generale d'Albania in Milano.
Gli arbëreshë fuori dai paesi natii, riuniti nell'Associazione "Vatra Arbëreshe" di Chieri, tenendo gli occhi aperti al mondo attuale, stanno facendo un percorso che, come un'aquila bicefala, rivolge uno sguardo davanti ed un altro dietro: per non dimenticare chi eravamo e chi siamo, senza lasciarci travolgere dalla qualunquistica ignoranza dei luoghi comuni sugli albanesi ultimi arrivati, devono prendere maggiore coscienza per la propria autodeterminazione.
Dall'Associazione "Vatra Arbëreshe", i saluti più calorosi e gli auguri di Buon Natale e di Buon Anno Nuovo a tutti gli arbëreshë ovunque essi siano.
Per "Vatra Arbëreshe"
Il Presidente Prof. Vincenzo Cucci
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