Katundi40_1Il 4 gennaio è stato celebrato, a Civita, il quarantesimo anniversario della fondazione del Circolo di Cultura "Gennaro Placco" e del giornale "Katundi Ynë". Katundi non solo è la rivista più longeva e diffusa di tutta l'Arberia ma, insieme al Circolo Placco e al "Museo Etnico Arbresh", costituisce un punto di riferimento per tutti coloro i quali hanno a cuore la nostra cultura.

In particolare, Civita deve una parte importante del suo sviluppo economico e turistico alle iniziative promosse dal gruppo di Katundi che ha animato e vivacizzato cultura e tradizioni locali per quattro decenni. I migliori auguri, dunque, a Katundi Ynë e al Circolo Placco, al direttore Demetrio Emmanuele, al co-direttore Vincenzo Bruno, ai collaboratori e a tutti gli animatori del Museo Etnico che accolgono simpaticamente i numerosi visitatori.
Katundi40_2Quest'anno i festeggiamenti hanno avuto, giustamente, un grado di solennità maggiore rispetto al passato, comprendendo anche due mostre e diverse presentazioni di libri. Tuttavia, l'incontro del 4 gennaio si è confermato quello di maggiore interesse e coinvolgimento per operatori culturali e appassionati di cose arbëreshe. La cerimonia del quarantennale, guidata brillantemente da Cate Zuccaro, è stata caratterizzata da numerosi e qualificati interventi tra i quali menzioniamo quelli dei Proff. Giuseppe Trabisacce, Italo Fortino ed Elio Miracco, dell'assessore regionale con delega alle minoranze linguistiche Damiano Guagliardi, del consigliere regionale Franco Morelli, dell'ispettore Miur Francesco Fusca, di Agostino Giordano, direttore di "Jeta Arbëreshe", e del cantautore Pino Cacozza, fondatore di Arbitalia.it, che ha concluso la serata intonando canti tradizionali arbëreshë insieme ad Alfio Moccia.
Katundi40_3In occasioni come queste non si può che rimanere ammirati per la vitalità e l'attivismo culturale della nostra etnia. Sono, infatti, in tanti ad impiegare molto del loro tempo, quasi sempre gratuitamente, a favore del proprio paese o della lingua arbëreshe. Tuttavia, è evidente la mancanza di una strategia comune, di un piano operativo di ampio respiro che, debitamente studiato, fornisca una visione più corretta della nostra realtà definendo quale debba essere la priorità degli interventi nei singoli paesi e a che livello debbano essere attivate interazioni tra le varie anime dell'Arberia. Oggi come quaranta anni fa si continua a navigare a vista e, nonostante gli esempi positivi non manchino, complessivamente i risultati sono mediocri e, certamente, non proporzionali all'impegno profuso dai tanti appassionati. I finanziamenti alle attività culturali per le minoranze linguistica hanno un ruolo chiave perchè solo investimenti consistenti possono portare a risultati veramente qualificati.  Aumentare i soldi a disposizione, quindi, è importante ma farlo senza un piano di intervento globale sarebbe, addirittura, controproducente e aumenterebbe lo spazio d'azione per quei (pochi) furbetti che pensano all'Arberia soprattutto come ad una opportunità per guadagnare qualcosa. Occorrerebbe ispirarsi alle modalità di gestione dei finanziamenti gestiti dall'Unione Europea e alle stringenti linee guida imposte e affinate bando per bando. Serve, quindi, un salto di qualità nella pianificazione e nella realizzazione degli interventi a favore delle minoranze.  L'improvvisazione non genera nulla di buono.


Nga një bën si kur t’ish një dhelpër, po gjithë bashk dukemi papare.

Solone.



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