Tradizioni

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Quest'anno l'Amministrazione Comunale di Santa Sofia d'Epiro, nella persona dell'Assessore allo spettacolo Daniele Sisca, con la collaborazione del parroco zoti Vincenzo Carlomagno, ha organizzato la I edizione del Carnevale Sofiota 2010, con l'allestimento di carri mascherati e coinvolgendo intere famiglie.

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athanasius.jpgNel mese di maggio ricorre solenne, con cadenza annuale nella mia comunità, la festività maggiore che la riguarda, dedicata ad una delle figure più eminenti della Chiesa universale: Sant’Atanasio, Patriarca della gloriosa Alessandria d’Egitto, Colonna della Chiesa, definito dalla patrologia “il Grande”. San Girolamo disse di lui: il mondo man mano stava abbracciando la cattiva dottrina di Ario, ma lo stesso mondo, in quel tempo, conobbe il glorioso Atanasio, la pienezza della sapienza ispirata da Dio, e Ario ed i suoi seguaci  furono  travolti…

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Durante la settimana dei morti, secondo le nostre usanze, si gira per le case a chiedere la “picihudra”, cioè qualcosa da mangiare per le anime dei defunti.

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shqiponatLe Shqiponje sono volate in Albania
Quest’anno al Festival Internazionale di Argirocastro “Argjiro 2008” ha preso parte anche il gruppo folk delle Shqiponje di Santa Sofia d’Epiro. Argirocastro è una stupenda cittadina al sud dell’Albania, al confine con la Grecia, patrimonio universale Unesco.

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contessa.jpgContessa Entellina, uno dei primi paesi fondati dagli Albanesi in Sicilia (1450), vive la sua quotidianità come tutti i piccoli centri meridionali.  L'agricoltura, il piccolo artigianato, le rimesse degli emigrati e le pensioni degli ultrasessantenni sono le sue fonti di reddito.

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Secondo una bella tradizione l'associazione culturale "Basilicata Arbereshe", sotto l'egida del CONFEMILI -Roma, ed in collaborazione con "In arte Basilicata" , promuove il palinsesto di celebrazioni in onore dell'Eroe Europeo Giorgio Kastriota Skanderbeg.

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E t’Enjtezin e Madhe e Krishti pir ne pinxoj

M'i mbiodh apostolit oj se gjith' kat mi mbitonj'

 

E par se t’mi mbitonei e tha gjith’ ju kimnëje bes’

Shin Pietri m’e nigoi oj se njetir kat e shes

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kreshmesha A Firmo, un tempo si seguiva molto la Quaresima, ma secondo il rito romano, e il mercoledì delle ceneri si fabbricava una bambola di stracci, di circa 50 centimetri, che veniva vestita con i vestiti giornalieri della donna in lutto, una sottavesta, o «kandush» nera, la «linja» o camicia bianca senza merletto e il giubbetto nero di lana, oppure con la «camicia», una specie di camicetta di colore molto scuro, e il grembiale nero, e un fazzoletto nero in testa. A questo pupazzo si legava una corda di lunghezza variabile, generalmente di un metro, alla cui estremità era fissata una patata su cui si appuntavano 40 penne di gallina, uno per ogni giorno di Quaresima, e si strappava ogni giorno una penna, una specie di calendario quaresimale.

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Tra cielo e terra: la passione degli Arbëreshë.

Il rosso purpureo, il blu e il giallo scintillante dell’oro sono i colori dominanti di una festa che riveste di unicità l’intero territorio del Pollino.

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