Il direttivo dell’Associazione “Vatra Arbëreshe” di Chieri (TO) con i premiati della 7^ edizione del concorso“Premio Principe Giorgio Castriota Skanderbeg” anno 2007Tra le attività più rilevanti che l’Associazione “Vatra Arbëreshe” presenta nella Città di Chieri, vi è il concorso letterario “Premio Principe Giorgio Castriota Skanderbeg”. Questo concorso edito a livello nazionale, vuole avere la funzione di mantenimento di una delle lingue minoritarie storiche d’Italia che è l’arbëreshe, ovvero, albanese arcaico di epoca medievale presente in Italia dagli inizi del XIV sec. L' arbëreshe, similarmente alle altre lingue minoritarie – vedi occitano, franco-provenzale, grico, croato ed altre ancora tutte di pari dignità, costituiscono un valore culturale storico non indifferente per l’Italia: queste ricchezze culturali, è assodato, sono ormai in rapido declino. .

I concorsi letterari come questo edito dall’Associazione “Vatra Arbëreshe”, vogliono essere un’ultima ancora di salvezza lanciata nel mare della globalizzazione, in soccorso delle lingue minoritarie. Sabato 1° dicembre nella sala “Conceria” di via Conceria, 2 in Chieri (TO), è avvenuta la premiazione dei vincitori della 7^ edizione del concorso. Il primo premio per la poesia Sez. A/Adulti è stato assegnato a Giovanna Andreano di Torino nativa di Casalvecchio (FG) con la poesia “Moti i Natalës” (Il tempo di Natale).

Il primo premio per la favola-filastrocca Sez. B/2 per le scuole secondarie, è stato assegnato a Valentina Meringolo (I.C. di San Demetrio Corone -CS) con la favola “Nrikulla dhelpra” (La comare volpe). Il primo premio per l’elaborato grafico-pittorico Sez. B/1 per le scuole primarie, è stato assegnato a Marco Falcone (I.C. di San Demetrio Corone) che ha presentato un sunto sulla casa e sulle opere Di Girolamo De Rada, il massimo letterato del risorgimento arbëresh ed albanese.

Le premiazioni sono state precedute dalle autorevoli relazioni del Prof. Ferruccio D’Angelo, docente di Storia dell’Arte nonché riconosciuto artista di fama internazionale, nativo di Civita (CS) e dal Prof. Italo Costante Fortino, docente di Lingua e Letteratura Albanese all’Università Orientale di Napoli.Tutti i premi sono stati consegnati dal Presidente della Giuria Prof. Italo Costante Fortino. Al proposito del concorso, il nostro impegno per la salvaguardia delle peculiarità culturali, oltre che dalla partecipazione dei concorrenti, è supportato dal lungimirante lavoro degli insegnanti e dai dirigenti scolastici dei paesi arbëreshë: a questi ultimi vanno i nostri ringraziamenti.

Domenica 2 dicembre ore 11.00, nella Sala del Consiglio Comunale della Città di Chieri, alla presenza delle Autorità comunali, provinciali e regionali, si è ufficializzato la nascita della Federazione “F.I.A.P.” nella quale confluiscono le associazioni albanesi, italo-albanesi ed arbëreshë presenti nella regione Piemonte. L’ufficializzazione della Federazione “F.I.A.P. è stata preceduta dagli auguri del Dr. Agostino Gay Sindaco di Chieri; del Dr. Roberto Placido, vice-Presidente Consiglio Regione Piemonte; del Dr. Giuseppe Cerchio, vice-Presidente Consiglio Provincia di Torino; del Dr. Francesco Rao, Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Torino; del Dr. Giuseppe Telesca, Assessore alla Cultura della Provincia di Potenza; in extremis ma atteso, è giunto a presenziare alla cerimonia anche il Dr. Spartak Topollaj, Console Generale d’Albania. Le funzioni della neonata Federazione “F.I.A.P. saranno quelle di esprimere sul territorio provinciale e regionale i valori positivi di una Comunità come quella arbëreshe ed albanese che, più di altre comunità, da antica data con il territorio italiano hanno sempre avuto rapporti di vicinanza geografica, storica, politica e culturale. La federazione, alla quale guida per il primo anno è stato eletto il Prof. Vincenzo Cucci, oltre che essere interprete tra la comunità albano-arbëreshe, e le Istituzioni preposte, date le prerogative esistenti, vuole anche essere riferimento per iniziative culturali ed economiche tra il Piemonte, lo Stato Albanese ed i paesi arbëreshë.

Per l’Associazione “Vatra Arbëreshe”

Il Presidente

Prof. Vincenzo Cucci

{mospagebreak title=1° Premio per la poesia Sez. A. Adulti} 

Premio Skanderbeg 2007 1° Premio per la poesia Sez. A. Adulti

“MOTI I NATALLËS”

(TEMPO DI NATALE)

di Giovanna Andreano, nativa di Casalvecchio (FG) residente in Torino Nota: per rispettare l’originalità dell’espressione della lingua, le poesie, le favole e comunque tutti gli scritti mandati a concorrere, sono trascritti così come ricevuti senza apportare modifiche. 

Ta nuvèna, pàra se ditë bëhshi,
klisha me gjìngjra mbushëshi:
tua sfiduòr tëtimtin,
pse Zòtit bèsë i kishin.
Ishën grà e bùrra
me shàlle të mbullùora.
“Ka illazit tùa kaluòr”,
Jesu Bombini pë të lavëduòr,
hipi ta qièlla ka zëra çë drìdhshin
pë emiciònën e atìre çë parkalèsin.
Ka ùdhat, fàre festòn,
jò drita, jò dekoraciòn.
Vètëm bora, qètu qètu, bièi,
e dal e dal mbulòi gjithsej:
ashtù katundi dëftòhshi
e si një presèp dùkshi.
Shùmë pak vëljèn
drita e këtij Natallë.
Ai klìm fèstie
ng’ishi i rrèmë, po origjinàl.
O i dàshur e i vjètër Natallë
ishe, vërtèt, speçiàll.
Shùmë mot ka shkuòr,
po u ngë të kam harruòr.

 

Traduzione

All’alba del giorno, alla novena,
la chiesa, di gente, era piena:
sfidando il gelo dell’inverno
perché credeva nell’Eterno.
Erano uomini e donne
negli scialli avvolte.
“Tu scendi dalle stelle”,
per rendere lode a Gesù Bambino,
saliva al cielo da voci tremanti
per l’emozione degli oranti.
Per le strade, niente festoni,
niente luci e decorazioni.
Solo la neve, in silenzio, cadeva,
e piano piano tutto copriva:
così il paese si mostrava
e come presepe appariva...
Ben poco vale
la luminaria di questo Natale.
Quel clima di festa
era autentico e non fittizio.
Oh caro e vecchio Natale,
eri davvero speciale.
Molto tempo è ormai passato,
ma non ti ho dimenticato.

 

 {mospagebreak title=1° Premio per la favola – filastrocca Sez. B/2 Giovani Autori}

Valentina Meringolo 1° Premio per la favola – filastrocca Sez. B/2 Giovani Autori.
Di Valentina Meringolo: Istituto Comprensivo di San Demetrio Corone (CS)
Nota: per rispettare l’originalità dell’espressione della lingua, le poesie, le favole e comunque tutti
gli scritti mandati a concorrere, sono trascritti così come ricevuti senza apportare modifiche.

 

Dhelpra e ulku’ u kishin bënë Miq.
Ndrikullës dhelpër i vinej u e thrriti kumba’
Nikollen (ulku) e i tha: “Vem’ e mami një
shtjerr tek garaca?” Kumba’ Nikolla tha: “Egh
vemi e e mami!” Dhelpra ç’e furbe
dërgoiulkun tek garaca e i tha: “Ec ti kumba’
Niko’, ec e mirr se u të pres mb’udhë”. Ai vate
e këceu tek garaca sa të mirrë shtjerrin. U
adunartin qentë e ju strostin kumba’ Nikolles
e e mbjuan me micikune. Masari, ç’isch e
bënej gjizen, lëreu e vate puru ai sa të i
ndighënej qentë sa të vrisjin ulkun. Furizi e
qente e mbjuan me vajana e micikuna ulkun
(kumba’ Nikollen). Dhelpra pa se masari lëreu
ghapët, vate e ghiri mbrënda sa të ghaj
gjizën. Ghëngri shumë gjizë e pra vu një cik
gjizë edhe te veshët e vate e u shllua
mb’udhë e priti kumba’Nikollen. Kur kumba’
Nikolla arrvoi i tha dhelprës: “Çë je bën ati
nrikulla dhelpër?” Dhelpra rispëndoj: “Më bën
me vajana çë më dualltin trutë ka veshët.”
Kumba Nikolla e kredhirti e u trëmb e muari
kalosh ndrikullen dhelpër. “Nga se të sillinj u
dalë e dalë.” Tue ngar dhelprathoj: “Lu
mallatu rraga llu sanu, vlloi me.” Kumba
Nikolla i tha: “Çë je thua ndrikulla dhelpër?” –
“Jam e zbrajarënj me ethen e fort.” Dhelpra
çë furbë bënej llu muartu e ulku e kredhirti.
Ulku vajanat e micikunet e qëndroi pa
ngrënë. E dhelpra e ngosët e kalosh.


Traduzione:
La volpe e il lupo erano diventati
amici. La comare volpe aveva una gran fame
e chiamò il compare lupo dicendogli:
“Andiamo a rubare un agnellino?” La volpe
fece finta di accompagnare il lupo ma si
fermò sulla strada con l’intento di fare la
guardia. Il lupo entrò nell’ovile ed era sul
punto di impossessarsi di un agnellino,
quando i contadini si avventarono su di esso
e così anche il massaio, che stava facendo la
ricotta, lasciò tutto e assalì il lupo con
bastonate e morsi. La volpe avendo visto che
il massaio aveva lasciato la porta aperta,
entrò per mangiare la ricotta. Mangiò a
crepapelle e si spalmò la ricotta dentro le
orecchie. Si sdraiò a terra aspettando il lupo,
il quale, arrivato, interrogò sull’accaduto la
volpe. Essa rispose che l’avevano ridotta
talmente male a suon di bastonate che il
cervello le era uscito dalle orecchie. Il lupo
credette tutto e prese la volpe sulle spalle.
Camminando la comare volpe diceva: “Il
malato porta sulle spalle il sano”. Interrogata
dal lupo su quello che stava dicendo, la volpe
rispose: “Sto vaneggiando per la forte
febbre”. La volpe furba faceva il morto dopo
essersi ben rimpinzata e il lupo restò digiuno
dopo aver ricevuto morsi e bastonate.

 

 {mospagebreak title=I premio elaborato grafico pittorico}

1° Premio della sezione B/1 giovani Autori (elaborato grafico pittorico), assegnato a Marco Falcone con l’opera r appresentante la casa del grande letterato italo-albanese Girolamo De Rada. L’opera grafica pittorica vincente, è corredata da una breve descrizione bilingue sulla vita del Vate e da un “canto” tratto da “Il Milosao” declamato sul palco dal premiato.
Marco Falcone Istituto Comprensivo di San Demetrio Corone (CS).
Nota: per rispettare l’originalità dell’espressione della lingua, le poesie, le favole e comunque tutti gli scritti
mandati a concorrere, sono trascritti così come ricevuti senza apportare modifiche.

 Il disegno premiato

 Marco Falcone autore dell’elaborato grafico pittorico con il premio di € 750,00 e l’attestato di partecipazione al Premio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

KANGJELI IV

Ish e diella menat
e i biri zonjës madhe
ngjitej tek e bukura
të m’i lipën një pik uj
se ish et i djegurith
Vetëm e çoj ndë vatërët
çë këshën më pieksënej:
ata dukëshin e s’e thoshin
vajza me buzën mbë gaz:
Vash. “Ç’ësht e ikën si ajëri?”
Trim. “Më presën ndë rroljet”.
Vash. ”Di limun t’ëmbëlja,
qëntrò, u tì t’i ruata”.
Me një dorë ngrëjturith
mbanej mbi veshin e bardhë
ljesht e saj të spjeksurit,
jetërës hapi sundùq
e më gholjq, limunezit;
më ja e vù ndë dorjet
ndë çerët e dhezurëz.
Thomje ju dashurit
nd’ëmbëlj më ë të puthurit.

 

CANTO IV
Era una mattina di domenica.
Il figlio della nobile signora
saliva in casa della fanciulla
per dirle che sua madre la desiderava.
sola la trovò al focolare:
s’intrecciava le chiome.
Essi si amavano e non se lo dicevano.
La ragazza con la bocca ridente :
“Perché fuggi come il vento?”
Giov. “Mi attendono al gioco del disco”.
Fanc. “Fermati, io ti ho serbato
due dolci limoni”.
Con una mano i suoi disciolti capelli
sopra le bianche orecchie alzava,
con l’altra aprì il cassone;
ne prese i limoni e in mano
glieli mise, accesa in volto.
Ditemi voi, o amati,
se più dolce è il bacio.

Ka sënduqi...

 

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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
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Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua. Read More...
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet. Read More...
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’. Read More...
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë. Read More...
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale. Read More...
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio.  Read More...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8430
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12626
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30662
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12340
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...