Ledi Shamku-ShkreliMercoledì 13 maggio 2009, presso il Dipartimento di Studi dell'Europa Orientale dell'Università di Napoli "L'Orientale", il 13 maggio 2009, la  Prof.ssa Ledi Shamku-Shkreli, dell'Istituto di Linguistica e Letteratura di Tirana, ha tenuto una conferenza dal titolo "Dialetti albanesi e lingua standard", nell'ambito del ciclo di lezioni per il dottorato di ricerca in Culture dell'Europa orientale.
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Nella presentazione il Prof. Italo Costante Fortino, commentando il titolo del libro della relatrice, "Standard dhe neostandart" (Tirana, Botime Çabej 2007), ha sottolineato la novità del termine "neostandart", che sottende il superamento della staticità di cui si avvale generalmente il concetto di "standard".

Il rapporto dialetti albanesi e lingua standard è uno degli argomenti più importanti del dibattito culturale in Albania negli ultimi 20 anni. La lingua standard, in vigore dal 1952, e riaffermata con rigore dal Kongresi i Drejtshkrimit (Congresso sull'ortografia) del 1972, aveva lasciato irrisolti una serie di problemi.

 

  1. Metodologia e standardizzazione.
 

Scegliendo come base  della nascente lingua standard il dialetto tosco si capovolgeva la decisione della Komisia Letrare di Scutari che nel 1916-1917 aveva, invece, posto a base della lingua del neonato stato albanese la variante linguistica di Elbasan, come orientamento per la confluenza di elementi dei due grandi rami dialettali, il ghego e il tosco.

D'altra parte la scelta della Conferenza linguistica del 1952 era stata operata senza alcuno studio preliminare scientifico sull'usus né della lingua scritta né di quella parlata. Dalla debolezza di impostazione del problema sarebbero derivate varie conseguenze, la più grave delle quali è stata l'accantonamento della ricchezza della varietà dialettale ghega, che si avvale di una consistente esperienza letteraria. Lo standard nuovo avrebbe respirato con un solo polmone, quello tosco.

Esaminando il lavoro svolto in Albania nel secondo dopoguerra, la Prof.ssa Shamku ha messo in evidenza come i difetti del codice standard scaturiscano proprio dal capovolgimento del modo di procedere nel lavoro per la definizione del codice. Di regola, per definire una norma standard, inizialmente vengono raccolti e studiati tutti i fenomeni di cui dispone la lingua e poi viene scelta la norma.

Nel 1952, quando tramite gli atti ufficiali venne elevato il dialetto tosco a livello di lingua ufficiale, questo studio non era stato ancora effettuato.

A testimonianza della sua tesi la Prof.ssa Shamku ha ricordato che all'epoca non era stato ancora creato presso l'Istituto delle Scienze neanche il settore dell'archivio riguardante il lessico albanese, nato solo un anno dopo la pubblicazione del dizionario della lingua albanese nel 1954.

La relatrice, a sostegno della sua argomentazione, ha citato la posizione del Prof. Eqrem Çabej, il quale nel dibattito precedente il Congresso del 1972 sosteneva: "Per quanto riguarda la lingua dell'amministrazione si pone la domanda: in quale direzione andrà la sua convergenza? Quale dei due dialetti prevarrà? Oppure la domanda potrebbe essere posta diversamente: in quali forme e parole si imporrà un dialetto ed in quali l'altro? Per tutto il tempo in cui il problema della costituzione di una lingua comune è legato alla questione dei due dialetti, io, per quanto detto sopra, considero la questione irrisolvibile senza studiare prima i dialetti dell'albanese. Come faremo noi a prendere come base uno dei due dialetti, nel momento in cui non è stato studiato bene né l'uno né l'altro?"

Dunque il capovolgimento del procedimento scientifico, l'applicazione della norma prima dello studio dei mezzi linguistici determinò una natura alquanto soggettiva della norma dello standard. Ne derivano numerose limitazioni ed inefficienze che oggi impediscono alla lingua di diventare un mezzo efficace di espressione.

 

  1. Neostandardizzazione e  processo evolutivo interno.
 

Lo standard albanese è molto giovane e ciò potrà fare superare gli atteggiamenti rigidi degli studiosi che difendono la tesi dell'intoccabilità del codice dello standard.

La linguistica oramai ha la consapevolezza e la possibilità concreta per eliminare le incoerenze linguistiche, come accade alle lingue inglese e francese, che registrano un forte divario tra grafia e pronunzia. La standardizzazione dinamica sopperisce a tali inconvenienti e supera la staticità passiva che impone la norma.

Se gli sviluppi nell'applicazione dello standard sono stati accompagnati da un andamento irregolare nel campo linguistico, la pubblicazione dell'Atlasi Dialektologjik i Gjuhёs Shqipe (L'Atlante Dialettologico della Lingua Albanese), avvenuta di recente (Vol. I 2007, Vol. II 2008) presso il Dipartimento di Studi dell'Europa Orientale di Napoli, dietro l'impegno del Prof. I. C. Fortino, viene a riportare la questione nei termini scientifici, di cui si è detto prima, e dunque colma una lacuna anche nel processo di neostandardizzazione della lingua, con un interessante apporto della variante linguistica soprattutto tosca e ghega. Si profila, dunque, un quadro interessante per la lingua albanese: un quadro che vede al centro la lingua standard che vive respirando con due polmoni principali, il tosco e il ghego, senza, tuttavia, disdegnare l'alimento proveniente anche dalla variante della diaspora arbёreshe. La lingua albanese neostandard, senza tradire la sua strutturale connotazione, va arricchendosi di continuo con apporti lessicali, morfologici e sintattici che le garantiscono sempre fresca vitalità. Uno standard che sa mettere in moto tutte le forze endogene per rigenerarsi permanentemente  e per offrire le più ampie possibilità espressive.

In questo ambito di rivitalizzazione degli studi dialettologici e linguistici, in genere, trova piena giustificazione anche il ruolo primario degli studi filologici, abbandonati all'università di Tirana nel 1963; infatti per un vero arricchimento dello standard non si può prescindere dalla conoscenza autentica delle opere che compongono l'intera letteratura albanese, di espressione ghega, di espressione tosca e di espressione arbёreshe. 

Una particolare lacuna è costituita dal mancato studio della lingua e della cultura arbëreshe, tenuto conto che gli arbëreshё dal 1501, anno della caduta in mano degli ottomani di Ulqin, e fino alla fine dell'Ottocento e inizio del Novecento, con il risveglio nazionale albanese del movimento patriottico promosso dalla Rilindja in Albania, costituiscono l'unico collegamento solido ed ininterrotto tra il mondo albanese e l'Occidente. E' grave constatare che la letteratura arbëreshe sia poco conosciuta in Albania, se pensiamo che viene letta solo "tradotta" nella lingua standard.

La relazione della Prof.ssa Ledi Shamku-Shkreli ha dimostrato che la lingua albanese saprà rispondere alla fase attuale che registra un palese impoverimento nell'uso linguistico, con risorse che provengono dall'interno della stessa lingua sia sotto il profilo diacronico della lingua scritta, sia sotto il profilo sincronico, ossia della lingua parlata.

 

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Dialektet e shqipes dhe gjuha standarde

 

Ditën e mërkurë, më 13 maj 2009, në një  nga auditoret e Departamentit të Studimeve për Europën Lindore, Universiteti i Napolit "L'Orientale", prof. Ledi Shamku-Shkreli, nga Instituti i Gjuhësisë dhe Letërsisë të Tiranës, mbajti një konferencë me titull: "Dialektet e shqipes dhe gjuha standarde". Kjo konferencë  pason një seri syresh që mbahen pranë këtij departamenti, në kuadër të shkollës së doktoraturës "Kultura të Europës Lindore".

Prof. Italo Costante Fortino, në paraqitjen që i bëri kumtueses dhe librit të saj më të fundit në këtë fushë, "Standard dhe neostandart" (Tirana, Botime Çabej 2007), nënvizoi risinë e termit neostandart, tregues i tejkalimit të gjendjes së ngurtësuar, që nënkupton zakonisht vetë koncepti standard.

Marrëdhëniet ndërmjet dialekteve të shqipes dhe shqipes standarde përbëjnë një nga argumentet më të rrahura të debatit kulturor në Shqipëri, këta 20 vitet e fundit. Gjuha standarde hyri në fuqi në Shqipëri që nga 1952 dhe u  riafirmua me forcë në Kongresin e Drejshkrimit më 1972, duke lënë një seri problemesh të pazgjidhura.   

 

A. Metodologji e standardizim

 

Zgjedhja e dialektit toskë, si bazë dialektologjike e gjuhës standarde që po krijohej, e përmbysi kryekëput vendimin e Komisisë Letrare të Shkodrës, që kishte përzgjedhur në vitet 1916-17, si bazë dialektologjike të gjuhës zyrtare të shtetit të sapoformuar shqiptar, variantin gjuhësor të Elbasanit, duke synuar kështu një prurje të natyrshme të elementeve nga të dy kryedialektet e shqipes, gegë e toskë.

Më anë tjetër vendimi i Konferencës gjuhësore të 1952 nuk u mbështet në asnjë studim shkencor paraprak të usus-it, si në gjuhën e shkruar ashtu në gjuhën e folur. Kjo dobësi në impostimin e problemit pati pasoja të ndryshme; ndër të cilat më e rënda qe lënia mënjanë e pasurisë së varietit dialektor gegë, me të cilin ishte krijuar  një pjesë e rëndësishme e pasurisë letrare të trashëguar. Kështu që standardi i ri mund të merrte frymë vetëm me një mushkëri, atë toske.

Duke analizuar punën e bërë në Shqipëri në vitet që pasuan Luftën e Dytë botërore, prof. Shamku-Shkreli vuri në dukje se difektet në kodin standard u krijuan pikërisht nga përmbysja e mënyrës së proçedimit për përcaktimin e kodit. Si rregull, për të përcaktuar normën standarde, fillimisht grumbullohen dhe studiohen fenomenet gjuhësore, pastaj përzgjidhet elementi i normuar.

Në vitin 1952, kur përmes akteve zyrtare u ngrit dialketi toskë në nivelin e gjuhës zyrtare ky studim ende nuk ishte bërë. Në mbështetje të tezës së saj prof. Shamku-Shkreli solli në vëmendje të auditorit se asokohe nuk qe krijuar ende pranë Institutit të Shkencave sektori i arkivit të leksikut shqip, gjë që ndodhi vetëm 1 vit pas botimit të fjalorit të gjuhës shqipe më 1954.

Një tjetër argument që solli kumtuesja kishte të bënte me  debatet që i paraprinë vitit 1972, kur Çabej shpreh shqetësimin e tij: "Për gjuhën e njësuar të administratës shtrohet pyetja se në ç'drejtim do të shkojë konvergjimi i saj? Cili nga të dy dialektet do të mbizotërojë? Ose ndryshe: te cilat trajtë e fjalë do t'imponohet njëri dialekt e te cilat tjetri? Sa kohë që problemi i formimit të një gjuhe të përbashkët është i lidhur me punën e dy dialekteve, unë në lidhje me sa u tha më sipër e shoh punën të pazgjidhshme pa u studjuar më parë dialektet e shqipes. Si do të vemë ne për bazë njërin nga të dy dialektet, kur nuk janë studjuar mirë as njëri as tjetri?"

Pra përmbysja e procedimit shkencor, zbatimi i normës përpara se të studioheshin mjetet gjuhësore, përcaktuan edhe natyrën subjektive të normës së standardit. Kjo solli si pasojë një numër kufizimesh dhe pamjaftueshmërish, që e pengojnë gjuhën të shndërrohet në një mjet shprehës efikas.

 

B. Neostandartizim dhe procesi evolutiv i brendshëm

 

Standardi shqiptar është shumë i ri dhe për pasojë është mëse e mundshme të tejkalohen qëndrimet e ngurta të studiuesve që mbrojnë tezën e paprekshmërisë së kodit standard. Gjuhësia tanimë është e ndërgjegjshme për mundësitë konkrete që ofrohen për të eleminuar mospërputhjet gjuhësore, siç ndodh me frëngjishten dhe me anglishten, ku ka një hendek të theksuar mes shkrimit dhe shqiptimit.

Standartizimi dinamik e mbush një hendek të tillë dhe tejkalon ngurtësimin pasiv që imponohet nga norma.  

Nëse deri më tash zhvillimet në zbatimin e standardit ishin të çrregullta në fushë të gjuhësisë, botimi kohët e fundit i Atlasit Dialektologjik të Gjuhës Shqipe (Vëll I, 2007, vëll. II, 2008) nga Departamenti i Studimeve për Europën Lindore, Napoli, me angazhimin e drejtpërdrejtë të prof. I. C. Fortinos, krijon mundësinë që problemet të diskutohen shkencërisht, siç e thamë më lart, duke mbushur kështu një zbrazëti edhe në procesin e neostandartizimit të gjuhës, me prurje interesante të varianteve gjuhësore, kryesisht toske e gege.

Tabloja e gjuhës shqipe që po ravijëzohet paraqitet mjaft interesante: gjuha standarde në qendër që merr frymë me dy mushkëri njëkohësisht, toske e gege, pa harruar edhe degën tjetër ushqyese, variantin e diasporës arbëreshe. Neostandarti i shqipes, pa tradhëtuar konotacionin e saj strukturor, po pasurohet vazhdimisht me prurje leksikore, morfologjike e sintaksore, që i garantojnë gjithmonë vitalitet. Një standard që di të vërë në punë të gjitha forcat e brendshme, për t'u rigjeneruar vazhdimisht e për të ofruar një larushi formash shprehëse.

Në këtë frymë rigjallërimi të studimeve dialektologjike e gjuhësore, marrin një rëndësi të dorës së parë edhe studimet filologjike, të lëna pas dore prej kohësh nga Universiteti i Tiranës, që nga 1963. Në fakt nuk mund të flasim për një pasurim të vërtetë të standardit nëse nuk marrim ujë në burimin e veprave autentike që përbëjnë të gjithë letërsinë shqipe, qofshin këto të  shkruara në gegnisht, në toskërisht a në arbërisht.

 Studimi i gjuhës dhe letërsisë arbëreshe mbetet një boshllëk që duhet mbushur sa më parë. Që nga 1501, vit kur Ulqini ra në duart e osmanëve, e deri në fillim të shekullit XX, me përpjekjet për rizgjimin kombëtar shqiptar gjatë Rilindjes, arbëreshët mbeten e vetmja hallkë lidhëse e pashkëputur ndërmjet botës shqiptare dhe Perëndimit. Eshte i rëndë fakti që letërsia arbëreshe është ende pak e njohur në Shqipëri dhe për më tepër lexohet vetëm në "përkthime" në standard. 

Relacioni që mbajti prof. Shamku-Shkreli dëftoi që gjuha shqipe do të dijë t'i përgjigjet fazës së sotme të zhvillimit të saj, ku vërehet një varfërim në përdorimin gjuhësor, me mjete që vijnë nga gjiri i saj, të risjella në jetë si nga rrafshi diakronik i gjuhës së shkruar, ashtu edhe nga rrafshi sinkronik i gjuhës së folur.

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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet. Read More...
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’. Read More...
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë. Read More...
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale. Read More...
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio.  Read More...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8429
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12626
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30650
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12337
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...