È una metafora il titolo del nuovo lavoro dello storico Domenico Antonio Cassiano - "Il paese scomparso" - riferita alla minoranza arbereshe che, dopo più di cinque secoli di permanenza in Italia, rischia di sparire.
 Un grido di allarme che chiama alla mobilitazione, culturale e istituzionale, lanciato da un intellettuale che ha notevolmente contribuito - insieme a pochi altri - a riscrivere la storia dei discendenti di Skanderbeg con rigore scientifico, rimuovendone il velo di agiotismo e mitologia. Sul libro, presentato nella sala consiliare in un incontro presieduto dal sindaco Antonio Sposato, presente l'autore e l'editore Antonio Benvenuto, ha relazionato Cesare Marini. Viene raccontata la drammatica vicenda di una piccola comunità di origine albanese, di nome Palazzo, stanziata nella località Ligoni di Corigliano Calabro, nelle vicinanze del palazzo ducale di San Mauro. Dopo appena 48 anni dal suo insediamento, venne messa a ferro e a fuoco, il 23 febbraio del 1547, da pirati saraceni approdati nella vicina spiazza con le piccole e veloci navi. con E la maggior parte del centinaio di abitanti venne fatta prigioniera. I pochi superstiti si dispersero nel circondario.


Gazzetta del Sud
24/02/2011

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