mariobellizzi.jpgCon piacere pubblichiamo online la raccolta "Good bye Shin Vasil", antologia di poesie curata dal poeta Mario Bellizzi.

L’edizione dell’Antologia poetica di San Basile del 1982 è stata possibile grazie al lavoro collettivo di Nicola Pugliese Pickoco, Gennaro Bellizzi Buzio, Giannino Bellusci Mustakut, Mimmo Rizzo, Franco Riga Stupelit, Vincenzo Bellizzi e tanti altri, il compianto Raffaele Pugliese, nipote di lal Çimpeci, che con sensibilità trascrisse dalla voce del nonno gemme surrealmente sbocciate in un periodo buio per le coscienze libere.
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 Ad essi, per la ri-edizione del 2008, si aggiunge Maria Laurito, dello Sportello Linguistico del Comune di San Basile, che ringrazio per i suggerimenti e la messo ‘a nuovo’ dei testi, puliti da errori e svarioni e riversati pazientemente nel supporto informatico; last but not least l’assessore comunale avv. Dina Filardi artefice della riesumazione del vecchio lavoro che si è attivata a nome dell’Ente Locale in tutte le fasi del progetto perché si concretizzasse al meglio delle possibilità. La responsabilità sull’esito dell’opera ricade per intero sul curatore.



Introduzione


Negli Anni Ottanta, del secolo scorso, un gruppo di giovani e qualche amministratore comunale di San Basile fecero un felice incontro con la miniera orale della poesia popolare e in particolare con i versi pirotecnici di zio Xhuani Çimpecit, un mugnaio sui generis: socialista anticlericale e antifascista. Essi svolsero un’indagine sul campo, scavando nella memoria della comunità e si misero sulle orme di chi variamente già aveva effettuato un’analoga ricerca. Il lavoro fu motivato da un desiderio malcelato di smentire la sensazione che imperava tra gli arbëreshë, anche di San Basile, e cioè che non si fosse prodotto materiale poetico/letterario di pregio dal momento che, come è risaputo, essi furono storicamente occupati in vicende più vitali per la loro territorializzazione e la loro esistenza calata impetuosamente nella storia dell’emigrazione e del Sud italiano. Probabilmente quei giovani periferici, pur in ritardo di qualche decennio, cominciavano a mettere in discussione ciò che era stata l’idea egemone di ‘letteratura’, condivisa e accettata (da altri), nonchè il discrimine di classe o metodologico, tra scrittura ‘alta’ di singoli autori e produzione orale di una comunità. Questa ultima, infatti, stentava (non solo per un sano

anafabetismo, come osservato da P. P. Pasolini), a trovare degna visibilità schivando il violento stritolamento della scrittura, affatto neutra, una divulgazione editoriale e l’attenzione etno-antropologica delle Cattedre universitarie, orientate per lo più in senso ‘grafocentrico’. Quegli strani ed irriverenti giovani sanbasilari cercavano di collegarsi al cordone ombelicale che precedentemente teneva legata la comunità arbëreshe a una concezione del mondo e della storiacomunque altra. Si sperava di incontrare nel corso delle ricerche, tracce poetiche attraversate più marcatamente da vicende sociali collocate poi sbrigativamente nella definizione di poesia pratica. Coraggiosamente, ma con un senso di pudore, laddove si riscontrarono dei vuoti tematici, alcuni di noi li riempirono con propri versi ‘zoppicanti e incerti’, come già suggeriva di fare agli operai Antonio Gramsci. Fu il caso felice di Xirxuli, pseudonimo di Nicola Pugliese Pickocit, il più vicino allo spirito popolare della satira e della denuncia sociale che esordì con un’unica ma graffiante poesia e del nostalgico Franco Riga che spediva dalla Germania le sue poesie-canzoni. Fummo confortati grandemente nel lavoro da una ricerca degli Anni Quaranta, del giovane universitario Raffaele Pugliese, allora iscritto

alla Sapienza di Roma, nipote di colui che fu poi il protagonista della vecchia Antologia. Egli aveva proposto al docente di Lingua e Letteratura Albanese, il prof. Ernesto Koliqi, una tesi di laurea sulla poesia popolare di San Basile e sui versi del nonno Giovanni Antonio Pugliese.

Le poesie di
lal Xhuani finalmente recarono un motivo nuovo e stimolante nel panorama ingombro di fiori, cuori e mielosi versi d’amore! Altri vjershërtarë, suoi coetanei seppur delicati e lirici, non si erano discostati con i loro versi dalle tematiche note alla comunità. Si stampò, quindi, l’antologia nel 1982 da parte dell’Amministrazione comunale, con sindaco Pietro Bellizzi, con gli stessi mezzi poveri della ‘politica’ militante del tempo: ciclostile-matrici e fogli ingialliti dei volantini! Essa rappresentò una voce pluralizzata di cui certamente, come genere letterario, da sempre, molti sono i difetti, non ultimo la parzialità. Inoltre, essa palesava in modo stridente il limite della comunicazione a mezzo stampa del “guscio letterario”che non faceva emergere dal foglio il flatus vocis, l’oralità, la voce narrante! Consci del ‘decadimento’ subito dall’oralità di alcune satire, il gruppo dell’antologia pensò di musicarne qualcuna che riprese così una rinnovata sonorità, pensiamo a Rina e Zoti e Sabukur osht dejti che divennero patrimonio ancora vivo dei gruppi folklorici. L’antologia precedente era divisa in tre parti: la poesia orale dei vjershëtarë (Çimpeci, Leshi, Kacendri); quella popolare e religiosa e infine, quella delle nuove generazioni. I primi, verseggiatori e cantori, rappresentavano una comunità autarchica, agropastorale, e senz’altro erano la sua coscienza critica che con la loro colonna sonora, fatta di versi ‘spontanei’, segnavano la quotidianità e gli eventi straordinari. Operando in un contesto naturalmente mutato ‘i poeti’ delle nuove generazioni, nella prospettiva di un uso della poesia antagonistico, rivendicavano e assumevano in toto un ruolo critico e consapevole della loro diversità etnica e di classe.
Disoccupazione, antinuclearismo, ecologia, emigrazione, critica della rassegnazione e spinta verso un nuovo impegno sociale e culturale: questo era il
leit motiv dei ‘poeti’ del 1982. Cosa è rimasto di quell’esperienza, dopo un quarto di secolo? Intanto il gusto e l’entusiasmo che derivano, non solo dall’età, nell’affrontare con spirito unitario e collettivo l’assalto al cielo, l’amicizia, la consapevolezza che letteratura e arte non sono creazioni di singoli individui ma prodotti di una lunga e complessa cooperazione sociale, infine l’ebbrezza che ognuno di noi può dirsi ‘poeta’ in sintonia con la comunità.

A San Basile lo scenario nell’anno 1981 era il seguente: in paese risiedevano 1578 persone dei quali 754 erano vecchi pensionati, 163 giovani e l’altra parte forza-lavoro occupata in zona ma soprattutto al nord! A loro, ai molti giovani fuori paese, furono spedite le copie ciclostilate.

Era la prima volta che i compaesani emigrati venivano raggiunti idealmente e materialmente da un inconsueto dono; le nostre coscienze in debito con i fratelli lontani porgevano poesie, semplici versi a cui la geografia e la lontananza davano un altro sapore. Si sa che la distanza tutto trasfigura e che i legami con la propria terra possono dare coraggio e orgoglio identitario, ma anche una lancinante nostalgia che impietrisce l’azione! Questo aspetto permane ancora oggi! Osserviamo l’andamento demografico e la sua ripida scala dal 1951 ad oggi. Nell’agosto 2008 erano residenti in paese 1119 abitanti, mentre oggi, a fine anno, si registrano 35 emigrati, 14 immigrati, 16 morti e 4 nati! San Basile, partorito nel XV secolo da profughi emigrati dalle coste balcaniche, cresciuto sotto il comando di Vescovi e Baroni, abbellito con le rimesse degli esodi del Novecento nelle Americhe, svuotato dalle guerre e negli Anni Sessanta dalle chiamate della forza-lavoro verso il Nord, anzi nei sottosuoli del Nord; San Basile: paese di uomini semplici, forti e sani di campagna, che gli anni del boom economico, trasformarono violentemente in minatori dai polmoni corrosi dalla silicosi; San Basile vive oggi come ieri, un’emergenza sociale: lo spopolamento e l’esodo. Come loro, tanti singoli uomini sono sfuggiti momentaneamente alle proprie identità nominali per diventare testimoni di popoli provenienti da tradizioni contemporanee e al tempo stesso ataviche. Di fronte a etnie e culture diverse ognuno si ritrova ad essere egli stesso Altro e Diverso, con la volontà non di ri-conoscere, ma di conoscere e di farsi conoscere. Per chi è rimasto, le fila delle gjitonie sono falcidiate, le case svuotate, la piazza desertificata e resa spettrale,

ora è un pallido ricordo della comunità che pulsava. Tutti hanno davanti gli occhi lo spettacolo della rarefazione della presenza della gente in paese e della chiusura impaurita nel privato di chi è rimasto assediato dal vuoto e dagli anni; ognuno ha la sensazione di essere spettatore di uno stravolgimento sociale, apocalittico, di cui non vede

il ritorno e su cui è impotente. A questo dramma fa da controcanto,
seppur tremendamente insufficiente, la crescente consapevolezza della peculiarità e della ricchezza dell’etnia arbëreshe, una mutata sensibilità delle Istituzioni, soprattutto dei comuni diventati spesso presidi di democrazia. A nessuno comunque sfugge lo scenario nefasto e scricchiolante dell’attuale modello di sviluppo con città che non sono più espressione di socialità, né di contenuti culturali e valori condivisi dagli abitanti. La città metropolitana, nelle sue attuali tendenze ipertrofiche, per la prima volta nella storia umana, ha superato le popolazioni delle campagne e delle periferie! E secondo Z.

Baumann, essa rappresenta la forma macroscopica in cui convergono interessi globalizzati estranei alla cittadinanza. Assistiamo quindi ad una singolare a-simmetria: il globale metropolitano che scoppia e non aggrega e il locale che genera identità ma è svuotato. La poesia che ruolo può giocare in questo scenario? Intanto è da sempre vero che ognuno per vivere deve creare nella propria fantasia un modello di villaggio ideale a cui riferirsi nelle geografie terrestri

e dell’inconscio, per orientarsi nelle avventure utopiche e atopiche. Dante aveva intuito che la poesia si fonda sul ricordo di uno spazio vuoto in cui è sorta la sonorità pura di un dire, una specie di cavo uterino, ai confini del silenzio assoluto e dei rumori del mondo. Oggi più che ieri, San Basile, ma tutte le comunità del sud e quelle albanofone, sono luoghi radicalmente essenziali, uteri che possono generare nuove vitalità e radicalità, al di là delle previsioni delle scienze statistiche o della sociologia.  Niente non è mai, in nessun luogo, semplicemente presente o assente, ovunque e sempre ci sono solo differenze e tracce. Dunque per ora, Good bye, Shin Vasil!

Mario Bellizzi San Basile, dicembre 2008

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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
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Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno. Read More...
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua. Read More...
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’. Read More...
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio.  Read More...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8428
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12626
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30649
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12337
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...