La vostra iniziativa mi sembra molto giusta e lodevole. Io, purtroppo, sono figlio di un Arberesh di Palazzo Adriano e di una “Italiana”. Non ho quindi mai sentito neppure parlare la lingua. Oramai sono “perduto”; credo sia gia’ molto se ho conservato il rito bizantino, nel quale mi sono sposato, ho battezzato i miei figli e i miei nipoti. E’ importante che quanto accaduto a me non si ripeta e quindi che i bambini che nascono nelle nostre famiglie imparino la lingua e non la dimentichino. Un saluto affettuoso Paolo Barcia

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