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02 Febbraio 2010
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Arberia e dintorni
L'uso di scale esterne all'abitazione è un dato comune e caratterizzante dell'edilizia arbëreshë, tanto nell'architettura minore quanto negli edifici a carattere rappresentativo.
Le più antiche notizie attestate sull'adozione di questa soluzione architettonica nelle case d'abitazione appartengono al secolo XI.
Viene indicato con il termine proferulum il ballatoio posto al primo piano della casa a cui si accede esternamente tramite una scala con gradini in muratura o caratterizzata da gradini in pietra.
L'adozione nelle area urbane di una tradizione edificatoria che apparteneva generalmente all'ambito rurale è sicuramente legata al fenomeno d'inurbamento che hanno caratterizzato il Medioevo.
La sua origine, quindi, va chiaramente ricercata nell'architettura dei centri minori, mentre la sua diffusione è legata ad un aspetto strettamente sociale e solo in alcune eccezioni legata al frazionamento della proprietà immobiliare e quindi funzionale; spesso, infatti, la presenza della scala esterna è giustificata dalla sopraelevazione di un piano in un edificio già esistente e quindi l'esigenza di poter vivere da parte dei proprietari a diretto contatto con i "Sciesci" che caratterizzavano la vita sociale nelle comunità d'arberia.
La presenza del profferlo nelle case arbëreshë è attestata nelle fonti storiche a partire dal XIII secolo, ed appare subito in larga diffusione.
L'ingombro dell'ambito stradale, a cui necessariamente portava l'accesso alle abitazioni tramite scala esterna, è tra i principali motivi che portarono al restringimento di molti assi stradali all'interno delle nostre comunità.
Nonostante le manomissioni, continuate per secoli, ancora oggi si sono conservati un numero di edifici sufficienti da poterne apprezzare le caratteristiche stilistiche e strutturali.
Generalmente la casa arbëreshë con profferlo è composta da due piani, adibito ad abitazione, il secondo, collegato anche dall'interno da una scala lignea al primo, quest'ultimo costituito da uno o più ambienti, ha l'accesso principale a diretto contatto con l'asse viario a piano terra.
L'ampiezza del piano terreno quasi sempre corrisponde all'intera superficie della casa, è generalmente coperto da un solaio ligneo sostenuto dai muri perimetrali in pietra. L'articolazione di questi vani, i quali prendono luce dalla porta d'accesso a piano terra e da una piccola finestrella posta nella parte più estrema dell'ambiente, erano usati prevalentemente, come magazzino o deposito di derrate alimentari.
La rampa del profferlo, negli esempi più antichi sprovvista di parapetto, poggia di solito su un basamento, mentre il ballatoio è sorretto da un arco a tutto sesto o ribassato che s'imposta in parte sulla massa muraria del sottoscala ed in parte sul basamento.
L'ambiente del sottoscala a seconda della volumetria, che ne risultava, era adibito a pollaio o a stalla.
Il ballatoio privo di tettoia, niente ne lascia presupporre l'uso, non essendovi tracce di eventuali sostegni sulle facciate che ne possano testimoniare l'eventuale esistenza.
In questi edifici il profferlo, diventa l'elemento caratterizzante e rappresenta la ricchezza del nucleo familiare, secondo dell'uso dei materiali di rifinitura.
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Atanasio arch. Pizzi
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