MostraIconeViaggio attraverso le icone: mostra di icone dell'Archimandrita Mario Pietro Tamburi. Lungro, 31 luglio ore 18:00. Chiusura 9 agosto 2015.

La prima realtà creata, secondo la Genesi, è la LUCE, “sia la LUCE”, che squarcia le tenebre esteriori e interiori. Il primo giorno è fondamento di tutto il creato. La luce è condizione indispensabile di ogni lavoro, di ogni distinzione, di ogni conoscenza dell’altro e di se stesso, di ogni vita. E’ sicurezza. Gesù dice:  “Io sono la luce”. La luce è buona e essenziale; spesse volte nella Divina Liturgia si invoca il Signore che dia la luce dell’intelligenza per comprendere il suo insegnamento di verità, da Lui annunziato.


Dopo la narrazione degli altri giorni, si arriva alla conclusione della creazione, piano organico e ordinato, il sesto giorno, momento più alto e solenne, il capolavoro di Dio: la creazione dell’uomo. Dio dice: “facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza” e aggiunge: ”é molto buono - bello”. Per cui questi ha in sé una speciale dignità e condivide col creatore il dominio del creato. Infatti, l’immagine dell’essere umano indica le capacità intellettive, creative e affettive. Dà soprattutto il senso di libertà e di spiritualità. Alla bontà e alla bellezza si addice il silenzio, ma non si possono nascondere, si diffondono spontaneamente. L’idea della somiglianza, esprime, invece, che la vita dell’uomo non è statica, ma dinamica, un cammino di perfezione spirituale e sociale. Il progresso si vive e si nota giorno per giorno, pur con tante difficoltà e imperfezioni.
Infine, nel settimo giorno, segno di pienezza, Dio si riposò e contemplò il mondo da lui creato. Sembrava tutto compiuto, ma nello stesso tempo percepì “il non ancora”. Difatti, dice all’ uomo: “siate fecondi e moltiplicatevi e assoggettate la terra”, ecco perché l’uomo è simile a Dio.
L’intervento divino è continuato con l’Incarnazione di Gesù. Egli ha concluso tragicamente la sua vita terrena su una croce in cui Egli appare vincitore e, soprattutto, elargitore di vita con la sua gloriosa resurrezione avvenuta dopo il settimo giorno, l’Ottavo,  giorno nuovo, il tempo dello Spirito rinnovatore.
 L’uomo è l’eterno bambino e, per fortuna, sempre inquieto, desideroso di apprendere e di progredire. Vive in  questa continua tensione.
 Una spinta “divina” è nel suo cammino, lo sollecita a scoprire e usare le proprie ricche energie intellettive e volitive alla ricerca della vita piena. Le vie per arrivare a realizzare i suoi sogni sono tante. La Parola dice, l’uomo l’ascolta, lo Scritto la interpreta, l’uomo riflette, la scienza scopre la legge della natura, l’uomo la usa, l’artista svela e mostra in silenzio le bellezze e le meraviglie, l’uomo le contempla. Le icone, opere sacre, quale ruolo hanno avuto e hanno in questo contesto umano e sociale? Quale importanza hanno avuto e hanno nella vita della chiesa?
Le icone non sono dei ritratti ma pitture stilizzate e trasfigurate, che narrano la presenza e la storia dei soggetti rappresentati, il loro messaggio e il loro parlare. Infatti, il volto del Santo ti segue e ti invita alla meditazione e alla visione del trascendente, alla ricerca dell’Assoluto e alla visione dell’Invisibile. Ogni pittore di icone inizia ad ispirarsi al Cristo sul monte Tabor, in cui lo splendore del Signore trasforma gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, annullando spazio e tempo, manifesta finitezza dell’uomo di fronte all’“Altro” e l’indicibilità della realtà divina, “Magnum Misterium” da cui sboccia stupore e umile adorazione. Dice San Pietro: “udiamo l’inaudito e vediamo l’invisibile” perché il Dio fatto uomo diventa tangibile e raffigurabile.
All’iconografo non interessano le fattezze umane dei personaggi, ma il loro essere spirituale, il sentire la fede della chiesa e la varietà dei colori, col luccicante oro a sfondo di ogni icona,  Epifania  della divinità Invisibile. È la  vittoria dello spirito sulle tensioni malvagie. Dominano la luce, l’armonia del creato e scompaiono la tristezza e il disordine per opera di Dio incarnato.    
 Il nostro Zoti Tamburi amava la lettura, si appassionava agli autori antichi e attuali più che ai testi scolastici, italiani e stranieri. Diligente osservatore delle problematiche poste dagli scrittori. Non solo leggeva molto ma anche scriveva; aveva uno stile scorrevole lineare e piacevole. Era nato a San Basile (CS), da una famiglia “signorile”, religiosa e laboriosa; compì i suoi studi medi nel preseminario di San Basile, il ginnasio e il liceo a Grottaferrata, dai Padri Basiliani, Filosofia e teologia a Roma, nel Collegio Greco frequentando l ‘Università Gregoriana, retta dai Gesuiti. Ordinato sacerdote il 23 Novembre del 1958 da Mons. Giovanni Mele.
Tornato in diocesi nel 1959, per un anno fu viceparroco a San Demetrio Corone, nell’anno seguente fu chiamato a Lungro come viceparroco di Giovanni Stamati. Nel 1967 alla nomina di Stamati come Amministratore e poi Vescovo dell’Eparchia di Lungro, fu nominato Arciprete della Cattedrale. E’ passato a miglior vita il 4 Luglio 2014. Ebbe la stima dei superiori ecclesiastici per cui rivestì diversi incarichi diocesani e, tra gli altri, anche Amministratore Apostolico per alcuni mesi.
Dotato di molte capacità e buone intenzioni, fu, tuttavia, condizionato negli ultimi tempi dal suo carattere intransigente, dal suo sentire soggettivo nel vedere e giudicare realtà del momento, e, sofferente, si isolò chiudendosi in se stesso e rigettando ogni impegno ecclesiale e diocesano.
Negli anni settanta/ottanta, il comune amico e compagno di Collegio Greco, P. Giuseppe Printesis è invitato a dipingere in Cattedrale. Parlando e osservando, anche il nostro Zoti si affezionò al mondo delle icone non solo come studioso, ma usando anche il pennello. Progettò e guidò la realizzazione dei mosaici stupendi e delle pitture che hanno reso la Cattedrale un vero gioiello e un catechismo visivo.  Le sue opere sono state presentate in Liguria, a Chiavari, dal 20 Aprile  al 6 Maggio 1990; a San Remo, nella chiesa russa dall’ 11 al 25 Maggio 1990; nell’antico Castello a Mare, dall’ 11 al 17 Giugno 1993; a Santo Stefano D’Avello, dall’11 Luglio al 10 Agosto 1993; a Saracena (CS) nel 1988; nel museo civico di Rende (CS), nel 1998.
Oggi sono esposte qui a Lungro, dove ha svolto per lunghi anni la sua missione di sacerdote. Le sue numerose icone (46 di varie dimensioni) rappresentano Gesù nei vari  ruoli, la Madonna, come Principessa, nelle diverse versioni: Odigitia, Platitera, della Tenerezza, e alcuni santi e angeli. Tutte sono figure ieratiche che indicano sicurezza e fiducia. Per comprendere le icone bizantine, sempre stilizzate, bisogna entrare nel loro significato attraverso la simbologia e conoscere gli elementi che le compongono. I) I personaggi: fronte ampia, occhi grandi e fissi, orecchie grandi, bocca piccola, barba lunga, un rotolo in mano, il volto severo, sempre in prospettiva, e soprattutto, staticità. II) Gli elementi: grotta, montagne tagliate, rocce, deserto, fuoco, raggi, scritte, triangolo e cerchio. III) I colori, spesso ispirati agli usi della corte imperiale di Bisanzio, e la loro posizione: oro sempre presente e essenziale, porpora, verde, bianco, rosso. Per esempio il colore porpora indica il divino, l’azzurro, l’umano; quindi Cristo, come Figlio di Dio, veste di porpora come abito interno, veste di azzurro come abito esterno: l’umano per scelta. La Vergine al contrario, come creatura umana, ha la veste interna azzurra e l’abito esterno rosso: divinizzata per chiamata.
Le interpretazioni possono essere varie e non sempre univoche ma tutte vogliono scoprire un lato della Verità, penetrare nella conoscenza dello Spirito Vivificante e diffonderlo agli altri. In questa prospettiva, le icone di Zoti costituiscono un inno al Signore e un servizio reso al popolo di Dio.
Concludo questa breve nota citando un passo del Concilio di Costantinopoli del 787 “A coloro che credono, predicano e annunciano la Parola con scritti e in figure e pensano altrettanto utile predicare la verità con le icone, eterna la loro memoria”. Kuitimi it qofte i paharruar!   Caro Zoti Pierino, unendoci ai Santi Padri ti diciamo: sia eterna la tua memoria. Grazie! Faleminderit!
 O Signore, amico degli uomini, Gloria a te.  
Zoti Antonio Trupo
Civita, 29 Giugno 2015, memoria dei SS. Pietro e Paolo

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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. . Read More...
Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno. Read More...
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali. Read More...
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua. Read More...
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza. Read More...
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet. Read More...
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’. Read More...
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
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ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8429
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12626
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30650
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12337
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...